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False sagre, gli esercenti toscani
portano i sindaci in tribunale

False sagre, gli esercenti toscani 
portano i sindaci in tribunale
False sagre, gli esercenti toscani portano i sindaci in tribunale
Primo Piano del 28 luglio 2011 | 16:13

Il dado è tratto: 15 commercianti hanno dato il via libera al ricorso al Tar contro i sindaci che non attuano la normativa regionale in materia di sagre e feste di piazza. Un segnale forte per dire basta alle tavole imbandite da tovaglie di carta e piatti con cibi surgelati provenienti dall’estero



Quindici firme sotto poche righe. Sembra poco ma in realtà è un segnale di una svolta epocale nell'ambito del rapporto tra i ristoratori e gli amministratori di un territorio, il Mugello, ormai divenuto uno dei simboli della concorrenza sleale che i ristoranti camuffati da sagre stanno conducendo senza sosta agli esercenti storici. Le quindici firme sono quelle di altrettanti commercianti che hanno dato il via libera ai legali attivati da Confcommercio per tutelarli in sede giuridica. L'ipotesi è quella di un ricorso al Tar contro i sindaci che non attuano la normativa regionale in materia.

Già, perché in Toscana la legge parla chiaro: la sagra deve rispondere a requisiti ben precisi, primo tra tutti quello della diffusione delle tipicità locali. Solo per questo sostanzialmente non vi sono oneri fiscali e altri fastidiosi adempimenti viceversa previsti dalla legge. Invece appena inizia la bella stagione è possibile mangiare porcini, prugnoli e alimenti tipici anche quando le condizioni ne impediscano la raccolta in loco; le sagre iniziano la loro attività senza sosta aggirando la legge ed eludendo il fisco.

Aldo Cursano«Ricorrere alla legge rappresenta il fallimento di dieci anni di trattative - spiega Aldo Cursano (nella foto), presidente regionale di Fipe-Confcommercio - sostanzialmente la politica è stata sorda al nostro grido d'allarme. Fa ancora più male se pensiamo alle tante e dispendiose campagne pagate dall'ente pubblico per tutelare la filiera corta, i prodotti tipici e la gastronomia di qualità».

Il Mugello è la punta di un iceberg ma la situazione è la stessa in tutto il territorio della Toscana divenuto una sorta di 'refugium peccatorum” dei ristoratori low cost: carne e funghi arrivati dall'Est, merce di bassa qualità permettono l'apertura ininterrotta di questi centri di ristorazione che rischiano di far collassare un sistema che fino a oggi è stato uno degli elementi di traino del turismo, anche internazionale. In sostanza i falsi ristoranti camuffati da sagre rappresentano per il mondo dei pubblici esercizi quello che la false griffe rappresentano per i grandi marchi della moda.

«è proprio così - prosegue Cursano - ormai alla sagra si fa anche la festa di compleanno o si festeggiano i matrimoni. Con 30 euro si offre un servizio che nelle condizioni regolari è impensabile. Il danno per noi è evidente, ma lo è anche per la collettività se si pensa all'enorme mole di denaro che di fatto si sottrae alla fiscalità. Il quadro devastante è completato dai falsi agriturismo e dai circoli che fanno tutto meno che ciò per cui sono stati costituiti».



Il dado è tratto, indietro non si torna. «Si tratta di una battaglia di civiltà - conclude Cursano - noi pensiamo che l'Italia debba essere la terra dei tanti sapori e dei tanti saperi. Se c'è chi immagina il Belpaese occupato da capannoni e da tavoli imbanditi da tovaglie di carta con piatti composti da cibi surgelati e in arrivo da posti lontani migliaia di chilometri lo dica chiaramente e se ne assuma le responsabilità».


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03/08/2011 16:20:00
3) I ristoratori italiani aiutino questi moschettieri
Esiste come sempre il problema che una manciata di danneggiati vada all'arrembaggio di una corazzata. Questo documento andava firmato da tutti i ristoratori italiani, io ho provato a sollecitare la mostra associazione, ma sai adesso ci sono le denuncie dei redditi, stiamo a vedere, nel migliore delle risposte, altrimenti manco ti rispondono. E poi valuterei anche una denuncia per gli organi di controllo, Usl in testa, ispettori del lavoro, vigili comunali che se hai più di cento persone quella volta all'anno sono li pronti a chiederti le autorizzazioni gli ok dei vigili del fuoco, tutti svaniscono di fronte alla grande madre sagra la centenaria a volte la millenaria. In realtà solo fonte di voti per la giunta che chiede uno anzi tutti e due gli occhi. Spesso gli stessi sindaci o assessori sono i presidenti di questa o quella proloco o associazione. Ammiro questi 15 cavalieri, non sarebbe il caso di farci un'autotassazione per aiutarli nelle eventuali spese. Chiedo formalmente a tutti noi ristoratori di presentarci alle nostre sedi con un offerta in denaro per questi moschettieri o a Italia a Tavola di fornirci l'indirizzo della sede della Fipe-confcommercio del Mugello. Grazie


02/08/2011 18:37:00
2) Che le sagre rispettino le regole!
Le sagre, le feste paesane e quanto altro vanno bene tutte, a una condizione: rispetto delle norme Haccp sia dentro i tendoni sia fuori all'aperto, personale assicurato, ricevute fiscali o fatture, e tutte le altre norme obbligatorie, come corso di pronto soccorso, di incendio e tracciabilità di tutte le materie di consumo, e, inoltre, il controllo accurato dei locali e delle attrezzature.


29/07/2011 10:31:00
1) Senza partecipazione non c'è democrazia ma solo anarchia
Queste iniziative dimostrano come il ruolo delle istituzioni sia ormai fuori dal corretto ruolo delle parti, essere costretti a riccorrere al Tar per vedere riconosciuti e rispettati i diritti di lavorare onestamente nelle nostre stutture. Non mi rivolgo solo alle forze politiche, che ormai sono allo sbando e che non riescono più a rappresentere e proporre solozioni ai bisogni delle società, ma alla cultura della legalità, che sembra abbia perso il senso del rispetto delle regole. Ormai stiamo diventando il Paese dell'anarchia dove tutto è permesso. Purtroppo questo porterà al continuo distacco dei cittadini (lavoratori) a partecipare attivamente alla vita associativa e politica. Se le regole saranno dettate dai tribunali e dagli avvocati l'indivadualismo sarà la soluzione che molti sceglieranno, applicando la regola che chi fa per sé fa per tre. Senza partecipazione non c'è democrazia ma solo anarchia. Il progresso di un Paese si vede quando i diritti d'impresa vengono rispettati al pari dei diritti individuali. Come Fiepet Confesercenti Lombardia, abbiamo proposto un disegno di legge regionale che metta ordine a questo scandaloso sistema illegale di feste & sagre che penalizza prima di tutto i cittadini. Il sig. Ministro prima di inventare altri strampalati riconascimenti dovrebbe intervenire alla difesa del settore e di chi rapperesenta.



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