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Adolescenti e abuso di alcol Più attenzione da parte dei genitori

Adolescenti e abuso di alcol Più attenzione da parte dei genitori
Adolescenti e abuso di alcol Più attenzione da parte dei genitori
Pubblicato il 05 agosto 2009 | 16:15

È fuori pericolo la 18enne veneta ricoverata nell'ospedale Papardo di Messina per coma etilico. Giovanardi propone al Governo l'introduzione di nuovi limiti a livello nazionale. La presidente della sezione lombarda della Società italiana alcologia lamenta una scarsa attenzione da parte dei genitori

 Sta meglio, parla, ed è fuori pericolo anche se rimane in rianimazione la 18enne di Venezia ricoverata in coma etilico. Si trova nell'ospedale Papardo di Messina, dove è arrivata in elisoccorso ieri sera, dopo essere stata visitata dalla guardia medica di Panarea (Me). La giovane aveva preso parte ad un rave marino su barche ai faraglioni dell'isola. Di fronte a quanto accaduto, nel mondo politico sono state immediate le prime reazioni.

«Il Governo deve farsi carico del problema dell'abuso di alcol: dei limiti a livello nazionale vanno introdotti», dichiara Carlo Giovanardi. Commentando il caso di Panarea dove una giovane è in coma etilico, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche familiari ha reso noto di aver già formalmente presentato ai colleghi di governo un testo di legge e di aver avuto «risposte interlocutorie positive da parte dei responsabili dell'Interno e della Sanità».


Parla la psicologa: Spesso i genitori ignorano l'allarme
Il Corriere della sera pubblica oggi un'intervista a Maria Raffaella Rossin, presidente della sezione lombarda della Società italiana alcologia, oltre che psicologa e psicoterapeuta. «è molto importante - dichiara - che si cominci a parlare del problema del 'bere giovanile” scollegato dal sabato sera. Ormai dovrebbe essere chiaro che i ragazzi bevono tanto in molti momenti, che per loro sono ricreativi, amicali o di festa».

E ancora: «I genitori dovrebbero preoccuparsi di capire il perché di queste 'fughe alcoliche”, ma spesso invece è proprio in famiglia che ai giovani viene trasmesso il messaggio che l'alcol non è una sostanza pericolosa, che non fa male, che una sbronza in fondo l'abbiamo presa tutti... I messaggi da parte degli adulti devono essere diversi. Ai ragazzi va spiegato che se si vuole bere lo si fa dai 18 anni in avanti, e che in ogni caso bisogna fare attenzione perché l'alcol è una sostanza da trattare con cautela, pericolosa come una droga. Dovremmo insegnare loro a comportarsi con la bottiglia come si fa con il gas o con la corrente elettrica. Insomma, considerato che l'adolescenza è una fase della vita in cui si corrono dei rischi, occorre dare a chi la attraversa gli strumenti necessari a rischiare in modo non scellerato».

Un rapporto dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto superiore di sanità (Iss) rivela che 9 adolescenti su 10 nel fine settimana si ubriacano in discoteca o nei pub. In Italia, dice il rapporto, 1milione e 500mila ragazzi tra gli 11 e i 24 anni sono a rischio per abuso di alcol. Le regioni a più alto rischio risultano essere Piemonte, Veneto e Trentino Alto Adige.

Per il momento in Italia la percentuale di ragazzi che rischia di diventare dipendente dall'alcol non ha raggiunto livelli preoccupanti, ma la tendenza è ad aumentare. Pertanto occorre intervenire subito: «I media, gli esperti, chi fa pubblicità, tutti dovrebbero impegnarsi per fare in modo che il livello di rischio non si alzi. I giovani hanno sempre alcol sottomano, quindi dobbiamo avvisarli dei rischi». Anche perché i messaggi fuorvianti sono molti: «Un tempo la nostra cultura era soprattutto quella del vino. Ma a parte il fatto che essere i secondi produttori al mondo di vino non deve diventare una scusa per non tutelare i giovani, oggi il problema è molto più complesso: ci sono tante bevande alcoliche pubblicizzate in modo convincente che hanno gradazione anche alta e che i giovani mischiano con la frutta, per esempio la vodka; oppure che sono commercializzate come 'bevande giovani”, penso ai breezer, ma contengono alcol. Di fronte a tutto questo è decisivo che gli adulti riescano a fare delle differenze e a costruire degli argini».

Come? «Intanto informandosi. Chi ha in casa un ragazzo che ha avuto problemi con l'alcol può venire a chiedere consigli ai servizi di alcologia, per sapere come agire. Un'altra cosa utile è visitare assieme ai propri figli una cantina dove si produce vino: parlare con chi lo fa, conoscere questa bevanda assieme ai ragazzi, e imparare come consumarla».


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