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sabato 30 maggio 2026  | aggiornato alle 15:53 | 119535 articoli pubblicati

Tenuta Etna Nord: tre vini e otto contrade per raccontare il vulcano

Dalla Toscana alla Sicilia, la famiglia Cantoni di Terricciola (Pi) ha investito sulle pendici dell’Etna, dando vita a un progetto vitivinicolo che punta su piccole produzioni, altitudine e identità territoriale

 
30 maggio 2026 | 12:50

Tenuta Etna Nord: tre vini e otto contrade per raccontare il vulcano

Dalla Toscana alla Sicilia, la famiglia Cantoni di Terricciola (Pi) ha investito sulle pendici dell’Etna, dando vita a un progetto vitivinicolo che punta su piccole produzioni, altitudine e identità territoriale

30 maggio 2026 | 12:50
 

La presentazione tutta (o quasi) sicula si è tenuta al Liberty, il ristorante di Andrea Provenzani in viale Monte Grappa a Milano. Un’insegna che riassume correttamente lo stile: elementi architettonici Art Nouveau, atmosfera ovattata, luci morbide e una cantina dedicata alle etichette italiane, con poche eccezioni. E l’Italia, territorio serpeggiante in lunghezza e trionfo della biodiversità, tra le innumerevoli tessere del puzzle enogastronomico sa sfoggiare anche i vulcani: lEtna, appunto. La Tenuta Etna Nord è frutto dell’incontro tra la famiglia Cantoni di Terricciola (Pi), già proprietaria della Fattoria Fibbiano in provincia di Pisa, e il territorio unico attorno al vulcano. Dove i vigneti si sviluppano in alta collina, nell’ambito di un paesaggio segnato da terrazzamenti in pietra lavica e forti escursioni termiche.

Tenuta Etna Nord: tre vini e otto contrade per raccontare il vulcano

Tenuta Etna Nord nasce dall’incontro tra la famiglia Cantoni e il vulcano

Qui convivono due forme di allevamento: il tradizionale alberello etneo, spesso sostenuto da pali di castagno e adatto ai vecchi impianti su suoli poveri e ventosi, e la più moderna spalliera, che consente una gestione più razionale della chioma e delle lavorazioni. Si parla, è ovvio, di terreni vulcanici, frutto della disgregazione di lave, ceneri e sabbie basaltiche: risultano sciolti, ricchi di minerali, molto drenanti e poveri di sostanza organica. Questa combinazione di altitudine, luminosità e suolo conferisce ai vini dell’Etna Nord tensione acida, profili aromatici fini e una marcata impronta minerale.

Otto contrade tra i 600 e i 900 metri: il mosaico della Tenuta

Più in particolare, la Tenuta presentata al Liberty si articola su otto contradePontale Palino, Feudo di Mezzo, Sciambro, Bragaseggi, Pietra Marina, Crasà, Piano Filici e Palmellata - distribuite tra i 600 e i 900 metri di quota. Protagonisti del vigneto sono i superclassici del vulcano: Nerello Mascalese, il boss del circondario, fondamentale nella composizione dell’Etna Rosso Doc; e Carricante, uva bianca storica delle pendici del vulcano, che apporta struttura, freschezza e longevità. La prima linea firmata Tenuta Etna Nord comprende Etna Rosso Doc, Etna Rosato Doc ed Etna Bianco Doc, tre interpretazioni pensate per raccontare la forza, l’eleganza e la verticalità del territorio etneo.

Tenuta Etna Nord: tre vini e otto contrade per raccontare il vulcano

I tre vini di Tenuta Etna Nord

L’Etna secondo Nicola Cantoni: piccoli numeri e identità territoriale

Come ci racconta, con una passione contenuta ma visibile, l’enologo nonché socio della Tenuta Etna Nord, Nicola Cantoni. «Il progetto etneo - ricorda Nicola - ha avuto inizio nel 2021, quando io e mio fratello Matteo abbiamo cominciato ad acquistare appezzamenti sparsi, alcuni dei quali già vitati, nei dintorni di Castiglione di Sicilia. Ci ha motivato la forte energia che questi luoghi sanno trasmettere; ma, a dire il vero, è proprio tutta l’isola a suscitare un’attrazione quasi irresistibile. L’amore per la montagna, specie a queste latitudini, ha fatto il resto. E infine la presenza del Nerello Mascalese, uno dei miei rossi preferiti: il Pinot Nero dell’Italia, dicono gli esperti».

Tenuta Etna Nord: tre vini e otto contrade per raccontare il vulcano

I terrazzamenti etnei

Certo, ma ci sarebbe anche il Nerello Cappuccio, che spesso è usato in uvaggio col Mascalese... «Sicuramente, ma io con i vari blend non ho un ottimo rapporto, sono più un purista. Ho assaggiato tante volte i due Nerelli insieme: il Cappuccio regala quel di più in termini di colore e speziatura, ma serve davvero? No, io sono convinto che il Nerello Mascalese riveli tutto il suo carattere, la sua ematicità, la sua eleganza quando sta per conto suo».

Oltre al rosso, abbiamo in degustazione il rosato, sempre a base di Nerello Mascalese. Serve ad assecondare il mercato, che vuole vini freschi e beverini? «Mi viene da sorridere, perché penso che questo rosato non lo produrrò ancora per molto e insisterò, invece, sulla vinificazione in rosso. Il mercato conta ma non detta legge: posso permettermi di dirlo perché la Tenuta Etna Nord si attesta su una produzione che può al massimo sfiorare le 30mila bottiglie, non di più, e l’obiettivo è di attestarci su 60mila, e stop. Le piccole dimensioni ci permettono di svincolarci dalla preoccupazione di vendere a tutti i costi. Posso lavorare in questo areale meraviglioso: quale migliore occasione per fare vini non di moda, ma che sappiano trasmettere la magia del territorio?».

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Tre vini per raccontare il vulcano

Come ha accennato Nicola Cantoni, la prima linea di Tenuta Etna Nord comprende tre Doc: Etna Rosso, Etna Rosato ed Etna Bianco. I numeri sono volutamente contenuti, coerenti con una filosofia che mette la qualità davanti a tutto. L’Etna Rosso interpreta la potenza gentile del Nerello Mascalese, con tannini fitti ma mai aggressivi, una trama minerale che ricorda la pietra lavica e un’acidità vivace che ne garantisce la longevità. L’Etna Rosato ne è la declinazione immediata e luminosa: colore tenue, profumi di melograno e agrumi, una beva fresca e sapida, perfetta espressione di come il vulcano sappia restituire leggerezza anche dalla stessa uva. L’Etna Bianco, prodotto da Carricante, chiude il cerchio con una tensione acida quasi nordica, note di fiori bianchi, limone e una sapidità persistente: sembra quasi di sfiorare la roccia con la lingua.

95012 Castiglione di Sicilia (Ct)
Tel +39 347 6209390

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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