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Terre d’Oltrepò, adesioni a Collis sotto le attese. Beduschi: «È l’ultima possibilità»

Le adesioni dei viticoltori al progetto industriale presentato da Collis Veneto Wine Group per il rilancio della cantina risultano inferiori alle attese. Nei prossimi giorni si attendono nuove manifestazioni di interesse, poi la decisione passerà ai commissari liquidatori. Secondo l’assessore lombardo Alessandro Beduschi, senza un accordo si rischia di chiudere una stagione storica del modello cooperativo dell’Oltrepò pavese

10 marzo 2026 | 12:45
Terre d’Oltrepò, adesioni a Collis sotto le attese. Beduschi: «È l’ultima possibilità»
Terre d’Oltrepò, adesioni a Collis sotto le attese. Beduschi: «È l’ultima possibilità»

Terre d’Oltrepò, adesioni a Collis sotto le attese. Beduschi: «È l’ultima possibilità»

Le adesioni dei viticoltori al progetto industriale presentato da Collis Veneto Wine Group per il rilancio della cantina risultano inferiori alle attese. Nei prossimi giorni si attendono nuove manifestazioni di interesse, poi la decisione passerà ai commissari liquidatori. Secondo l’assessore lombardo Alessandro Beduschi, senza un accordo si rischia di chiudere una stagione storica del modello cooperativo dell’Oltrepò pavese

10 marzo 2026 | 12:45
 

Le manifestazioni di interesse per il conferimento delle uve della prossima vendemmia nel progetto industriale presentato da Collis Veneto Wine Group risultano, al momento, inferiori alle aspettative. Nei prossimi giorni si attenderanno eventuali ulteriori adesioni da parte dei viticoltori, dopodiché saranno i commissari liquidatori a dover assumere le decisioni successive sul destino della cooperativa. A comunicarlo è l’assessore regionale all’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste della Lombardia Alessandro Beduschi, che nelle scorse settimane ha seguito il confronto tra istituzioni, organizzazioni agricole e realtà cooperative per individuare una possibile soluzione alla crisi della struttura vitivinicola. Proprio Beduschi è stato netto: «Ritengo che questa rappresenti un’ultima possibilità di salvataggio».

Pre-adesioni e volumi stimati per la vendemmia 2026

L’apertura a tutto il territorio era stata del resto chiarita fin dall’incontro pubblico svoltosi due settimane fa a Broni, durante il quale i vertici di Collis e l’amministratore unico di Terre d’Oltrepò, Giampaolo Cocconi, avevano invitato i produttori a manifestare il proprio interesse attraverso una pre-adesione. A venerdì 6 marzo le manifestazioni raccolte si attestavano attorno ai 100mila quintali di uva. Un dato che, per chi non è addetto ai lavori, va interpretato come una stima potenziale: le pre-adesioni indicano infatti la disponibilità dei viticoltori a conferire il raccolto proveniente da una determinata superficie vitata, dalla quale - secondo i disciplinari di produzione - è possibile ottenere un certo quantitativo di uva per ettaro.

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Si tratta quindi, almeno per ora, di volumi teorici. Alla pre-adesione dovrà infatti seguire l’adesione formale, che prevede il versamento di una quota di ingresso pari a 500 euro per ettaro - fino a un massimo di 1.500 euro - oltre al conferimento di un capitale sociale della stessa entità. Il termine per le pre-adesioni, inizialmente fissato al 6 marzo, è stato prorogato di almeno una settimana proprio per consentire ad altri produttori di valutare la proposta.

Il piano industriale di Collis e il ruolo della base produttiva

Dalle pre-adesioni, spiegano fonti vicine al dossier, dipenderà in larga parte la definizione del piano industriale che Collis intende costruire per il rilancio della filiera oltrepadana. L’obiettivo, assicurano, non è escludere nessuno, ma poter contare su una base produttiva chiara e definita su cui impostare il progetto. Intanto sul futuro della cooperativa interviene anche Confagricoltura Pavia, che nei giorni scorsi ha riunito i propri soci per fare il punto sulla trattativa in corso. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la presidente provinciale Marta Sempio, il direttore Alberto Lasagna e alcuni tecnici di Terre d’Oltrepò.

Terre d’Oltrepò, adesioni a Collis sotto le attese. Beduschi: «È l’ultima possibilità»

L'assessore lombardo all'Agricoltura Alessandro Beduschi

Anche perché secondo quanto riferito dalla Regione Lombardia, il progetto avanzato dal gruppo veneto rappresenta, allo stato attuale, l’unica proposta industriale strutturata emersa per offrire una prospettiva alla filiera locale. «Abbiamo lavorato duramente, insieme a Confcooperative e alle organizzazioni di rappresentanza agricola, per accompagnare una fase estremamente delicata per il territorio», ha dichiarato Beduschi. L’assessore ha ricordato come la Regione abbia cercato di sostenere il comparto vitivinicolo dell’Oltrepò pavese in un momento complesso, segnato da difficoltà accumulate nel tempo. «Regione Lombardia ha fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità per tutelare l’economia locale e la tenuta sociale di un sistema che per anni ha rappresentato la più grande cooperativa vitivinicola della nostra regione», ha aggiunto.

La decisione finale dipenderà però dalle aziende agricole coinvolte nella filiera. Il numero delle adesioni al progetto determinerà infatti la possibilità di proseguire con il piano industriale oppure di aprire scenari diversi per il settore vitivinicolo locale. «Nessuno ha il potere di imporre dall’alto una scelta dopo un fallimento partito da lontano: in questi casi il territorio è sovrano», ha sottolineato Beduschi, ribadendo che saranno i viticoltori a orientare il futuro della produzione in Oltrepò. Il progetto presentato da Collis Veneto Wine Group è stato finora considerato una possibile via di continuità per la filiera, ma senza il consenso delle aziende vitivinicole il percorso potrebbe interrompersi.

Il rischio di chiusura di una stagione cooperativa

Se le adesioni non dovessero aumentare nei prossimi giorni, l’ipotesi di rilancio della cooperativa potrebbe sfumare definitivamente. «Ritengo che questa rappresentasse un’ultima possibilità di salvataggio», ha osservato Beduschi. «Se non dovesse essere raccolta, temo che si chiuda definitivamente una stagione e un certo modo di fare viticoltura in Oltrepò, così come lo abbiamo conosciuto finora attraverso questo sistema cooperativo». Il riferimento è al modello organizzativo che per anni ha caratterizzato il territorio, basato su una forte presenza di cooperative capaci di aggregare la produzione di numerose piccole aziende agricole.

Montasio Cattel

Nonostante le difficoltà, l’assessore regionale ha ribadito la fiducia nel modello cooperativo, ritenuto particolarmente adatto alla struttura produttiva dell’Oltrepò pavese, dove la presenza di molte piccole aziende rende necessario un sistema capace di garantire sbocchi commerciali e organizzazione della produzione. «Il modello cooperativo resta quello più adatto alla realtà vitivinicola dell’Oltrepò, caratterizzata da una forte frammentazione aziendale», ha spiegato Beduschi. Un sistema che, secondo l’assessore, ha dimostrato la propria efficacia anche in altri comparti agricoli lombardi, come quello lattiero-caseario, dove la cooperazione ha permesso di rafforzare la competitività delle imprese. La partita resta quindi aperta ancora per pochi giorni. Se il progetto industriale non dovesse raccogliere il consenso necessario, sarà inevitabile aprire un nuovo capitolo per il vino dell’Oltrepò pavese.

Le richieste di chiarimento avanzate da Confagricoltura

Al termine della riunione l’associazione ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti: le organizzazioni agricole, i commissari, la cooperativa Collis e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi. L’obiettivo è chiarire i diversi aspetti ancora aperti e definire con maggiore precisione i contorni dell’operazione. Tra i punti sollevati dai soci figurano, in particolare, i rapporti che si instaureranno tra Collis e la cooperativa in liquidazione in vista della vendemmia 2026 - con l’ipotesi di acquisto o affitto del ramo d’azienda - ma anche questioni tecniche come i differenziali di grado per le diverse varietà, le modalità e i tempi di pagamento dei conferimenti e il futuro dei dipendenti della cantina. Temi che, secondo Confagricoltura, richiedono un confronto diretto tra tutte le parti per arrivare a una soluzione condivisa e offrire ai viticoltori dell’Oltrepò Pavese un quadro più chiaro sulle prospettive della prossima vendemmia.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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