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Una birra italiana invecchiata in botte di Cognac? Si chiama Ring Light e viene da Roma

Jungle Juice Brewing è oggi un birrificio indipendente con taproom immersiva. Produzione da 3.000 hl annui, focus su birre luppolate americane e belghe. Tra le icone la Ring Light, una Belgian Strong in botte di Cognac

di Carlo Vischi
food&beverage advisor
 
09 agosto 2025 | 09:29

Una birra italiana invecchiata in botte di Cognac? Si chiama Ring Light e viene da Roma

Jungle Juice Brewing è oggi un birrificio indipendente con taproom immersiva. Produzione da 3.000 hl annui, focus su birre luppolate americane e belghe. Tra le icone la Ring Light, una Belgian Strong in botte di Cognac

di Carlo Vischi
food&beverage advisor
09 agosto 2025 | 09:29
 

Nato come beer-firm nel 2014 e diventato un birrificio strutturato nel 2016, Jungle Juice Brewing è oggi una delle realtà più riconoscibili della scena brassicola romana. Dalla taproom JJ Beer Bar, che affaccia direttamente sull’impianto produttivo, alla produzione di punta ispirata al mondo hop-forward americano, il progetto unisce visione, tecnica e voglia di sperimentare.

Una birra italiana invecchiata in botte di Cognac? Si chiama Ring Light e viene da Roma

La Ring Light

Tra le etichette speciali, merita una menzione Ring Light, una Belgian Strong Golden Ale da 11,2%, invecchiata 14 mesi in una botte da Cognac da 400 litri. Parte della linea “Dark Room”, si caratterizza per un profilo dolce e complesso - tra uva passita, canditi, vaniglia e miele di acacia - perfetta in abbinamento a formaggi erborinati o stagionati.

Una birra italiana invecchiata in botte di Cognac? Si chiama Ring Light e viene da Roma

Gli impianti di produzione del birrificio Jungle Juice Brewing

Cresciuto nel cuore di Roma, Jungle Juice Brewing è un birrificio artigianale indipendente che ha saputo imporsi in pochi anni nel panorama italiano grazie a uno stile personale, contaminato e coerente. L’idea nasce nel 2014 come beer-firm e si concretizza due anni più tardi con l’apertura di un impianto produttivo da 14 ettolitri e con una nuova struttura societaria, in cui la passione di Umberto Calabria si unisce alla visione imprenditoriale di Marco Mascherini e Claudio Lattanzi, oltre alla creatività di Emanuele Grimaldi.

Da beer-firm a birrificio: la spinta indipendente della capitale

Nel corso degli anni, Jungle Juice ha delineato un’identità chiara e riconoscibile, mantenendo saldo il proprio Dna urbano e contemporaneo. Il birrificio prende ispirazione dalla cultura brassicola americana - in particolare dalle birre luppolate - ma non rinuncia a incursioni nei classici stili belgi o a brassaggi non convenzionali.

Una birra italiana invecchiata in botte di Cognac? Si chiama Ring Light e viene da Roma

Lo staff di Jungle Juice Brewing - Claudio Lattanzi, Umberto Calabria, Marco Mascherini e Emanuele Grimaldi

Il 2024 ha segnato un nuovo traguardo, con una produzione annua che ha toccato i 3.000 ettolitri. Al timone della sala cotta, oggi, troviamo Umberto Calabria affiancato da Marco Gentilini, entrambi responsabili di una gamma che esprime tanto tecnica quanto personalità.

JJ Beer Bar: la taproom tra luppoli, acciaio e racconti

Uno degli spazi simbolo dell’universo Jungle Juice è JJ Beer Bar, taproom ufficiale e punto di contatto diretto tra il pubblico e il birrificio. La vetrata alle spalle del bancone affaccia sulla produzione, creando un dialogo immediato tra il visitatore e il cuore operativo dell’azienda.

Una birra italiana invecchiata in botte di Cognac? Si chiama Ring Light e viene da Roma

Lo spazio esterno del JJ Beer Bar (foto Facebook)

Oltre alle 9 spine attive a rotazione, il locale propone un’esperienza completa, fatta di degustazioni guidate, visite all’impianto, laboratori e percorsi abbinati con piatti espressi. Un hub autentico in cui la birra viene raccontata, servita e vissuta.

Le birre: luppolo protagonista, ma non solo

Tra le etichette di riferimento, spicca Baba Jaga, una American Ipa da 7% diventata best seller: ambrata e aromatica, si distingue per le note di resina, frutta esotica, aghi di pino e pompelmo, bilanciate da un corpo avvolgente e ben strutturato.

Accanto a lei troviamo:

  • Ute - Keller Pils da 5%, ispirata alla scuola tedesca: pulita, floreale, equilibrata tra miele, crosta di pane e un finale amaricante secco;

  • Extra Life - Ddh Pale Ale gluten free da 5%, ottenuta da malti tedeschi e un blend luppolato di Talus, Citra e Mosaic;

  • Choose a Fucking Big Television - Double Ipa da 8%, intensa e massiccia, con aromi agrumati e tropicali su una base maltata capace di reggere l’urto aromatico.

Packaging e distribuzione

Le birre di Jungle Juice Brewing sono distribuite in fusti (polykeg e acciaio), lattine e bottiglie da 33 cl, acquistabili direttamente presso la taproom o tramite distributori partner. È attivo anche uno shop online aggiornato e accessibile.

Via del Mandrione 109 00181 Roma
Tel +39 06 78393830

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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