Da Miro alla Lanterna, le specialità tirreniche di pesce con le bollicine Bellavista
Aperto nel 1954 dalla famiglia Cupisti e adesso nelle mani di Daniele Poleschi, il ristorante viareggino offre un'abbinata di prodotti ittici e vino che richiama le tradizioni della costa
13 gennaio 2021 | 07:31
di Guido Ricciarelli
Da Miro alla Lanterna
Le specialità
Impossibile elencare tutti i piatti degustati nelle mie tre (giuro tre) esperienze annuali. Ne voglio elencare due che sono sempre disponibili e che incarnano alla perfezione l’anima del locale. Iniziamo con gli Spaghetti alla Trabaccolara. Il “trabaccolo” era il tipo di imbarcazione utilizzato per la pesca di pesci poveri da fondale. I pescatori del Mare Adriatico hanno tramandato questa consuetudine a quelli del Mar Tirreno che utilizzano la più moderna paranza. Il sugo ottenuto da questi pesci di recupero può essere esaltato con dei semplici pomodori tagliati a pezzettini, aglio, prezzemolo, sale, pepe, olio buono e una piccola sfumatura di vino bianco. Un’autentica squisitezza.
Tradizione adriatica reinterpretata che si riscontra anche nella Recanati. Padellone dal grande effetto scenico con crostacei e pesce, nobile in questo caso, ricetta che deriva dalla cucina di casa dei pescatori di San Benedetto del Tronto emigrati a Viareggio. Tanta roba. Un vino all’altezza della situazione non poteva che essere una bollicina di rango come il Bellavista Vittorio Moretti Riserva Franciacorta Extra Brut 2011. La dedica dell’artista Paolo Conte timbra il collo dell’etichetta.
Figlia di un’annata che è arrivata a toccare la punta di 36°, viene vendemmiata il 18 agosto e dalle 147 diverse particelle si ottengono vinaccioli perfettamente maturi con buccia insolitamente consistente. Quando si dice “cogli l’attimo”. Stiamo parlando di un uvaggio di Chardonnay al 62% e Pinot nero al 38%. I riflessi gialli paglierini illuminano il calice dal perlage molto fine. Quello che colpisce è la corrispondenza gusto-olfattiva. Toni di gelsomino, biancospino, alloro e tè bianco, con una sfumatura burrosa e note di agrumi canditi. Bolla vivace e al contempo soffice dal finale rinfrescante. Un fuoriclasse.
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Alberto Lupini