Il 40% degli agricoltori del Nord Italia (in particolare in Lombardia e in Veneto) si assicura contro le calamità naturali e gli eventi atmosferici estremi; al Centro, circa il 70-80%, al Sud, la quasi totalità. Nella tutela assicurativa credono i giovani trenta-quarantenni, molto meno le persone più mature. Questa la fotografia tracciata da Andrea Berti, coordinatore nazionale dei Consorzi Federfidi di Coldiretti e responsabile del Consorzio Condifesa Lombardia Nord Est.

Assicurarsi contro i danni da maltempo è ora una priorità in agricoltura
L’importanza dell’assicurazione contro le calamità naturali
«Assicurarsi oggi - sottolinea Berti - contro i repentini cambiamenti climatici e i rischi del maltempo, più che un consiglio, è quasi un obbligo. Per chi vuole garantirsi un minimo di stabilità e sicurezza per il futuro è indispensabile sottoscrivere delle apposite polizze che coprono le aziende colpite dalle calamità, con indennizzi che arrivano al 50 per cento del danno totale».
Maltempo, la conta dei danni all’agricoltura in Italia
Un dato su tutti: in Emilia-Romagna, dopo la disastrosa alluvione dell'estate scorsa i coltivatori hanno deciso di ridurre le piantagioni delle pere, da 17mila ettari a 10 mila ettari. A rischio, al Nord soprattutto i campi di mais e i vigneti, nel resto del Paese l’ortofrutta, agrumeti e oliveti. Nel Nord Est, il Confidi ha rimborsato 34 milioni di danni alle colture e alle infrastrutture, rispetto ai 17 milioni incassati quest'anno. In soccorso dei consorzi sono intervenuti il Governo e l'Unione Europea con sostanziosi contributi. Complessivamente, i danni riportati dal mondo agricolo nel 2023 ammontano - per ora - a circa 2 miliardi di euro.
Che cos'è l'agricoltura conservativa?
«Di questi argomenti - ricorda Giacomo Lussignoli, presidente di Condifesa Nord Est - parleremo al Centro Fiera di Montichiari il 7 dicembre durante un incontro sull'agricoltura conservativa, dalla teoria alla pratica: il rischio meteorologico e la gestione dell’agrotecnica nel mais. Con gli esperti cercheremo di consigliare gli agricoltori su come ridurre l'impatto del rischio climatico. Faremo anche un'analisi sulle principali avversità e sugli strumenti per sostenere il reddito del mondo rurale contro siccità, gelate, bufere, venti e cambiamenti climatici dovuti al meteo pazzo».
Esempi già in essere: nuove varietà più resistenti e produzione sostenibili, ma pure le reti cromatiche che permettono di contenere i rischi delle grandinate e, soprattutto, di alzare o abbassare le temperature fino a due gradi.