La «seconda ondata» della pandemia potrebbe non avere nulla a che vedere con la mancanza di prudenza o di adeguate misure di controllo. Secondo uno studio condotto da Talib Dbouk e Dimitris Drikakis, ricercatori dell’Università di Nicosia a Cipro, avere due focolai all’anno durante una pandemia è praticamente inevitabile, a causa dell’impatto delle temperature, dell’umidità e del vento.

Covid, colpa del clima?
Il clima rientri tra i parametri di baseI risultati, pubblicati sulla rivista Physics of Fluids, evidenziano che sebbene le
mascherine, le restrizioni dei viaggi e le linee guida per il distanziamento sociale aiutino a rallentare la crescita dei nuovi contagi a breve termine, a giocare un ruolo chiave a lungo termine sono soprattutto gli effetti climatici. Per questo, gli studiosi sostengono che bisognerebbe incorporarli nei modelli epidemiologici. Attualmente i modelli per prevedere il comportamento di un’
epidemia contengono solo due parametri di base: la velocità di
trasmissione e la velocità di recupero.
Oltre 13mila contagi oggi in ItaliaIl bollettino di oggi intanto parla di 13.189 nuovi
casi di coronavirus in Italia (ieri erano +9.660). I
decessi odierni sono 477. I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 279.307, ovvero 33.878 in più rispetto a ieri quando erano stati 244.429. Mentre il tasso di positività è 4,7% (l’approssimazione di 4,722%): vuol dire che su 100
tamponi eseguiti più di 4 sono risultati positivi; ieri era 3,9%. Dal 15 gennaio questa percentuale casi/tamponi è calcolata contando anche i test rapidi, di conseguenza è più bassa rispetto a quella dei bollettini precedenti al 15 gennaio e non è possibile fare confronti con lo storico.
Secondo focolaio in un allevamento di visoniIntante torna a preoccupare la
situazione dei visoni con l'annuncio di un secondo focolaio di coronavirus in un
allevamento italiano. A denunciarlo è la
Lav che chiede al ministro della Salute Roberto Speranza un intervento urgente per cambiare la temporanea sospensione all’allevamento di visioni (che scadrà il 28 febbraio) in un divieto definitivo. Il Sivemp-Veneto (sindaco italiano veterinari di medicina pubblica), in un articolo pubblicato ieri sul proprio portale ha commentato gli esiti dei
test diagnostici attualmente in corso negli allevamenti di visoni, tra cui anche nell’unico allevamento veneto situato a Villa del Conte, in provincia di
Padova, nel quale risulterebbero 5 animali, sottoposti a test virologici (tamponi oro-faringei e/o fecali), con positività al Sars-CoV-2; il 90% dei visoni su un campione di 60 animali sottoposti a test sierologici (sangue), con anticorpi per esposizione al coronavirus.
Seconda dose a Papa FrancescoCome stabilito, a tre settimane dalla prima dose, che aveva ricevuto lo scorso 13 gennaio, oggi
Papa Francesco è tornato nell’ambulatorio allestito all’Aula Paolo VI per completare il processo di immunizzazione dal virus. È quanto si apprende da fonti vaticane