Adua Villa vinse nella categoria Maitre e sommelier il sondaggio Personaggio dell'anno 2012 di Italia a Tavola, insieme a Davide Oldani e Sonia Peronaci. Adua è una persona che ha capito l'evoluzione della comunicazione e la sa mettere in pratica. «Il premio - ha commentato - mi ha portato fortuna».
Oggi
Adua Villa è di nuovo tra i candidati del sondaggio Personaggio dell'anno, sostenuto dai main sponsor
Grana Padano,
Pentole Agnelli e
Trentodoc, quest'anno giunto alla
10ª edizione (
CLICCA QUI PER VOTARE). Adua non è nella top ten, ma comunque in buona posizione. Tutto può ancora succedere prima della chiusura del sondaggio, l'11 febbraio.
Adua Villa
Adua, perché il Premio Italia a Tavola non solo compie dieci anni ma cresce costantemente? Sono convinta che funzioni molto bene la scelta dei candidati, la ricerca di professionisti da presentare al voto del pubblico e qui, nella scelta della rosa, il merito è vostro, perché è un motivo della validità del premio. Il lavoro che c'è dietro è quello che i votanti riconoscono, crescendo di anno in anno. Sappiamo tutti quanto sia difficile portare le persone online e farle interagire, Italia a Tavola ci riesce.
Dieci anni di premio e dieci anni di vita, cosa è cambiato?Per me è cambiato tanto, quando
sono stata premiata la mia figura era quasi esclusivamente legata alla televisione, oggi la mia professionalità è legata a diverse forme di comunicazione, ho due aziende che si occupano appunto di questo, la "Globetrotter goumet" e "Garage Raw". La seconda si occupa solo di progetti su Instagram, perchè i social sono diventati lavoro. Ma dico che il Premio Italia a Tavola mi ha portato fortuna, dopo averlo vinto sono arrivate consulenze, sono diventata testimonial di Birra Poretti, brand ambassador del Prosecco Doc, scrivo per diverse riviste cartacee del gruppo Cairo, e tutto ciò dopo il premio.
E personalmente cosa è mutato?Dieci anni fa vedevo il mondo del vino in modo settoriale, oggi ho capito che è sia unicità, ma anche molto di più, oggi serve una comunicazione trasversale, con linguaggi pop per far capire questo mondo. Con il mio ultimo romanzo "Vino rosso, tacco 12" si è addirittura creata una community su Instagram e siamo diventati una case history.
Cosa oggi nel mondo enogastronomico andrebbe valorizzato?Il mondo della sommellerie, perchè è il trait d'union tra il produttore e il consumatore: è il sommelier che comunica e accultura il consumatore. Va valorizzata questa figura, la sua importanza, per questo i corsi sono molto frequentati. Il sommelier deve fare cronaca e non critica
Social ed enogastronomia, che ne pensi?Sono arrivata ai social molto tardi, proprio dopo aver vinto il premio che mi ha insegnato a credere nella rete. Venivo dalla comunicazione tradizionale, carta, radio e tv. Italia a Tavola mi ha fatto capire l'importanza della rete e dei social sui quali oggi investo diverso tempo della giornata.
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