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Mense scolastiche, tutelare i bambini Milano Ristorazione replica al Codacons

Milano Ristorazione replica al Codacons e alle accuse mosse sul servizio, sui costi e soprattutto sulla necessità di garantire sicurezza e tracciabilità del cibo. Con le allergie infantili non si può scherzare

di Andrea Radic
23 dicembre 2016 | 17:18

Mense scolastiche, tutelare i bambini Milano Ristorazione replica al Codacons

Milano Ristorazione replica al Codacons e alle accuse mosse sul servizio, sui costi e soprattutto sulla necessità di garantire sicurezza e tracciabilità del cibo. Con le allergie infantili non si può scherzare

di Andrea Radic
23 dicembre 2016 | 17:18

Mense scolastiche, tema delicato e molto dibattuto, occasione di polemica e scontro tra associazioni di genitori, gruppi di famiglie e istituzioni locali. Come abbiamo scritto il tema del pranzo da casa è tra i più dibattuti. Le proteste e prese di posizione di associazioni quali Codacons trovano risposte puntuali da parte dei gestori dei servizi di ristorazione scolastica, come a Milano, dove è il Comune a detenere il 99% della società Milano Ristorazione, 845 dipendenti, 1.330 addetti alla distribuzione dei pasti, 85mila pasti serviti in un giorno, di cui oltre 7mila etico religiosi.

Mense scolastiche, tutelare i bambini  Milano Ristorazione replica al Codacons

Il progetto di Milano Ristorazione nasce con l’obiettivo di offrire ai bambini delle scuole milanesi un pasto “sano, buono, educativo e giusto”, nel quale viene curata prima di tutto la qualità igienico sanitaria e nutrizionale, ma anche quella sensoriale e culturale, per stimolare l’attenzione dei piccoli utenti all’esperienza del gusto. La mensa scolastica diventa così il “ristorante” dedicato ai bambini, che valorizza gli alimenti e promuove la corretta educazione alimentare, in un modo piacevole e formativo.

«Le accuse di Codacons sono prive di fondamento - dichiarano i responsabili della società comunale - e occorre fare chiarezza. Innanzitutto i costi, a Milano sono più bassi che in molte altre città del Nord e del Sud, più bassi della Calabria, indicata come la meno cara. Questo per economie di scala rispetto ai numeri e per l'intervento dello stesso Comune che compensa la cifra di soli 2,6 euro a pasto. Inoltre il costo che viene pagato dalle famiglie è forfettario, ovvero, comprende eventuali giorni in cui il pasto non dovesse essere erogato a causa di assemblee del personale che avvengono una o due volte all'anno. Bisogna precisare che il caso è solo questo, in occasione di scioperi, infatti, i pasti vengono comunque garantiti da un numero ristretto di cuochi e addetti».

Sul tema del pasto da casa, Milano Ristorazione fa sapere che «la possibilità di portare il pasto da casa è proibito dalla normativa per ragioni innanzitutto igieniche. La polemica non esiste perché il principio legislativo è chiaro. È vietato introdurre in mensa alimenti non controllati o privi di tracciabilità. Può accadere che gli alimenti portati da casa siano stati mal conservati. Inoltre il problema delle allergie è molto delicato. Se un bambino porta da casa alimenti come noci o altri possibili allergenici, come si può essere certi che non vengano condivisi con altri bambini e causare problemi anche gravi nel caso di patologie allergiche? Infine le famiglie che chiedono il pasto da casa sono davvero poche unità. A Milano il numero è di tre e il giudice si è pronunciato chiedendo di trovare un accordo innanzitutto tra di loro».

Mense scolastiche, tutelare i bambini  Milano Ristorazione replica al Codacons

Come informa una nota del Comune di Milano: «L'accordo, trovato dalle parti interessate pur in pendenza di una causa giudiziaria il cui esito è previsto per il prossimo 18 gennaio, rappresenta una soluzione affrettata e superficiale, che non prevede tutela per i bambini e le bambine più fragili che potrebbero essere interessati da gravi forme di allergie e intolleranze alimentari. Il Comune, come da richiesta del giudice incaricato di decidere la questione nel merito, sta elaborando una proposta di conciliazione che possa soddisfare la domanda delle famiglie ricorrenti di far pranzare i figli a scuola con un pasto portato da casa. La proposta sarà sottoposta alle parti e all’approvazione dell’autorità sanitaria, affinché ne sia garantita la correttezza sotto il profilo igienico. Una proposta, in ultima analisi, che punta a tutelare la totalità dei bambini e delle bambine che frequentano le scuole milanesi, preferibile alla scelta di trovare una soluzione ad hoc per alcune famiglie che per libera scelta non vogliono usufruire della refezione scolastica».

La corretta alimentazione è parte integrante di uno stile di vita salutare, per questo è necessario imparare a nutrirsi nel modo giusto, con il maggior numero di prodotti che offrano garanzie di sicurezza.

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