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Cultura del bere “bene e sano” Crescere giovani sommelier aiuta

Per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell'ambiente e delle tradizioni alimentari italiane, tra le quali anche l’apprezzamento del vino trova un preciso spazio, la Coldiretti e il ministero dell'Istruzione hanno siglato nel maggio scorso un protocollo d’intesa

20 luglio 2009 | 19:11

Cultura del bere “bene e sano” Crescere giovani sommelier aiuta

Per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell'ambiente e delle tradizioni alimentari italiane, tra le quali anche l’apprezzamento del vino trova un preciso spazio, la Coldiretti e il ministero dell'Istruzione hanno siglato nel maggio scorso un protocollo d’intesa

20 luglio 2009 | 19:11

 Investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino a partire dalle giovani generazioni può contribuire a fermare gli abusi che negli adolescenti sono spesso provocati dal consumo di bevande alcoliche mascherate da bibite alla frutta. è quanto afferma la Coldiretti di fronte all'ordinanza del Sindaco di Milano, Letizia Moratti, sul divieto di vendita, somministrazione e consumo di alcol al di sotto dei 16 anni. Il consumo familiare di vino si è ridotto complessivamente del 2%, ma è aumentato dell'1,8% l'acquisto di bottiglie di vini a denominazione di origine confezionati (Doc/Docg) che ha praticamente raggiunto in valore quella per i vini da tavola, sulla base dei dati Ismea/AcNielsen relativi al 2008. Da uno studio dell'Ispo commissionato da Federvini sul rapporto tra i giovani e l'alcol, inoltre si evidenzia che in Italia il Binge drinking, il bere non spesso, ma molto, nel nostro Paese è un fenomeno meno frequente rispetto ai paesi del nord Europa e riguarda un segmento molto ristretto di giovani, solo uno su dieci.

L'analisi dimostra l'efficacia della formazione poiché tra molti giovani si sta anche affermando un consumo responsabile di vino che è divenuto l'espressione di uno stile di vita "lento" attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a 'stare bene con se stessi". E il fatto che si stima che almeno il 40% degli oltre 30mila sommelier italiani sono giovani, dimostra che cresce tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole del vino, da contrapporre al consumo sregolato di alcol.

Occorre investire nella prevenzione promuovendo la conoscenza del vino a partire dalle giovani generazioni per fermare gli abusi che negli adolescenti sono spesso provocati dal consumo di bevande alcoliche mascherate da bibite alla frutta. Bisogna invece fermare la diffusione di cocktail, superalcolici e "alcolpops", bibite che contengono spesso vodka e rum mascherate da innocui analcolici "ready to drink” che si presentano con una immagine accattivante di divertimento e socializzazione che favoriscono gli eccessi e il bere fino ad ubriacarsi. Un impegno per in linea con il progetto comunitario "wine in moderation" che ha l'obiettivo di diffondere la cultura del buon bere senza esagerazioni.

Per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell'ambiente e delle tradizioni alimentari italiane, tra le quali anche l'apprezzamento del vino trova un preciso spazio, la Coldiretti e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) hanno siglato nel maggio scorso un protocollo d'intesa per contribuire, anche a scuola, a formare le nuove generazioni educandole al rispetto dell'ambiente, alla conoscenza delle ricchezze del proprio territorio e alla valorizzazione di sani e corretti comportamenti alimentari.

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