La moka non è un semplice utensile: è un simbolo di convivialità che unisce generazioni, è icona di inconfondibile stile italiano, è un rito… Nata dall’intuizione di Alfonso Bialetti nel 1933, la moka è diventata negli anni una presenza familiare, affettiva, nelle cucine italiane e in quelle di tutto il mondo. A partire da quest’anno, il 21 aprile sarà la giornata per celebrare la sua unicità in tutto il mondo: il Moka Day. La scelta della data non è casuale, ma coincide con la Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione e con l’apertura della Milano Design Week 2026, a sottolineare il legame indissolubile tra la moka e il genio industriale italiano.
L’evoluzione di un rito: dalla Napoletana all’espresso domestico
Sebbene sia un’icona di modernità, le radici della moka affondano nella tradizione. Nasce infatti come evoluzione tecnica della caffettiera napoletana, il cui metodo a caduta trasforma in sistema a pressione. Ciò fa si che sia garantita un’estrazione intensa e corposa, più veloce rispetto alla “cuccumella” e la più vicina in assoluto a quella del caffè del bar, rendendo democratico un piacere che prima era confinato esclusivamente all’interno dei locali pubblici.
Una foto storica di Alfonso Bialetti
Fino ai primi anni ‘30 infatti, l’espresso richiedeva grandi macchine professionali presenti quasi esclusivamente nei bar. L’invenzione divenne rapidamente un punto fermo delle case italiane, diffondendosi infine in tutto il mondo. Nel corso dei decenni, la moka è entrata nelle collezioni permanenti dei principali musei di design, tra cui il MoMA di New York, e quest’anno è apparsa anche durante la cerimonia delle Olimpiadi Invernali.
La moka è uno dei metodi di preparazione del caffè più diffusi a livello globale, con oltre 500 milioni di unità vendute in ogni continente: un vero simbolo del “buon vivere italiano”: in Italia è presente in quasi il 90% delle case e il mercato globale continua a crescere, con un tasso medio annuo di circa il 7%. Anche il settore del caffè in polvere per moka gode di ottima salute: sebbene le cialde/capsule abbiano guadagnato terreno (circa 3 miliardi di capsule usate l’anno), la moka resta lo strumento principale per preparare il caffè per oltre 7 italiani su 10.
Oggi la moka è presente in quasi nove case italiane su 10
«La moka non è solo uno strumento, ma un vero e proprio pilastro della nostra identità culturale. In un mondo che corre sempre più veloce, il rito della moka rappresenta quella pausa autentica e sensoriale a cui gli italiani non sono disposti a rinunciare. Il gesto di riempire il filtro e attendere il gorgoglio per godersi il profumo che invade casa, resta il cuore pulsante del consumo domestico, unendo le generazioni nel segno del saper vivere italiano. I numeri confermano che la moka non ha rivali nel cuore degli italiani: il caffè macinato rappresenta ancora oggi ben il 64% delle vendite totali nel nostro Paese. Se guardiamo esclusivamente al mercato retail in volume, questa percentuale sale quasi al 70%, a dimostrazione che, nonostante l’ampia offerta di nuove tecnologie, la stragrande maggioranza del caffè consumato tra le mura domestiche passa ancora attraverso il filtro di una caffettiera tradizionale» afferma Michele Monzini, Vicepresidente del Comitato Italiano Caffè di Unione Italiana Food, l’Associazione di categoria aderente a Confindustria.
Il Moka Day nel mondo
In occasione di questa prima edizione, bar, ristoranti e appassionati di caffè in tutto il mondo aderenti all’iniziativa serviranno esclusivamente caffè preparato con la moka. A Milano in occasione del Salone del Mobile, installazioni pop-up nei distretti del design offriranno il caffè del risveglio preparato esclusivamente con le celebri caffettiere in alluminio. Il 21 aprile, preparate la vostra moka, ascoltate il tipico gorgoglio, inebriatevi del profumo che avvolgerà la stanza e condividete il vostro rito con l’hashtag #MokaDay.
I cinque segreti per la moka perfetta
Quale il modo migliore per arrivare all’inconfondibile borbottio della moka, al delizioso profumo che si diffonde, caldo, avvolgente, persistente per tutta la casa?
Per una moka perfetta, il filtro va riempito completamente, ma senza pressare la polvere
Per celebrare il Moka Day, il Comitato Italiano Caffè ha stilato un breve vademecum per un’estrazione impeccabile:
- L’acqua: utilizzare acqua minerale naturale o filtrata; riempire la caldaia rigorosamente fino al bordo inferiore della valvola di sicurezza, mai oltre.
- Il caffè: scegliere una miscela con la giusta granulometria (macinatura specifica per moka, più grossa rispetto a quella per l’espresso).
- Quantità: riempire il filtro generosamente, ma senza pressare la polvere, per permettere all’acqua di fluire uniformemente.
- Fuoco dolce: la moka va scaldata a fiamma bassa; una risalita lenta preserva gli aromi e previene il sentore di bruciato.
- Il tocco finale: appena il caffè ha terminato di uscire, spegnere il fuoco e mescolare il contenuto nel raccoglitore con un cucchiaino per uniformare il corpo e l’aroma delle diverse fasi dell’estrazione.
Che cos’è il Comitato italiano caffè
Il Comitato italiano caffè fa parte di Unione italiana food, l’associazione di categoria aderente a Confindustria, e rappresenta le principali aziende della torrefazione e i servizi collegati lungo la filiera. È l’interlocutore di riferimento nei rapporti con istituzioni nazionali, europee e internazionali, oltre che con la Federazione europea del caffè. Riunisce oltre 65 aziende, che coprono circa l’80% del mercato italiano, a cui si aggiungono 16 soci aggregati tra importatori di caffè verde, operatori logistici e produttori di macchine per espresso. Alla guida c’è Giuseppe Lavazza. Accanto al ruolo di rappresentanza, il Comitato lavora sulla promozione della cultura del caffè, con attività di comunicazione rivolte ai consumatori e alla comunità scientifica, con l’obiettivo di valorizzarne qualità, consumo consapevole e impatto negli stili di vita contemporanei.