Il problema della gastroenterite Tra i rimedi non digiunare e bere tanto
La gastroenterite è un’infezione che colpisce l’apparato gastrointestinale, stomaco e intestino, e si manifesta con sintomi molto comuni. In genere questa patologia presenta una breve durata
26 luglio 2018 | 12:01
La gastroenterite solitamente riconosce come causa principale un'agente infettivo, nella maggior parte dei casi un virus. In merito a questo argomento riportiamo di seguito integralmente un intervento tratto da Humanitasalute del professor Silvio Danese, responsabile del Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas, che è stato ospite in studio a Tutta Salute su Rai 3.

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La gastroenterite è un’infezione a cui si associa un’infiammazione, la cui causa può essere virale o batterica. I batteri più frequentemente responsabili sono salmonella, campylobacter e clostridium difficile, mentre i virus più comunemente coinvolti sono rotavirus e norovirus.
Il contagio avviene attraverso le mani e per via orale, e anche mediante cibo contaminato e acqua. Lavare sempre le mani in maniera accurata è fondamentale per la prevenzione.
I sintomi della gastroenterite
Questo disturbo può coinvolgere sia lo stomaco sia l’intestino, con i seguenti sintomi: vomito, nausea, diarrea e dolori addominali. Questi sintomi accomunano la quasi totalità dei pazienti, possono poi esserci sintomi variabili, meno comuni, come per esempio la febbricola.
I sintomi hanno esordio improvviso e regrediscono nel giro di qualche giorno: questo è il tratto distintivo della gastroenterite. Bisogna inoltre prestare attenzione quando i sintomi persistono oltre 5-7 giorni, magari con febbre ricorrente. Questo rappresenta un campanello di allarme, soprattutto nei bambini e negli anziani, più suscettibili a complicanze come la disidratazione.
Cosa fare?
Innanzitutto è bene cercare di compensare le perdite bevendo tanta acqua: in presenza di vomito o di diarrea infatti si perdono molti liquidi e la reintroduzione aiuta a riequilibrare. È bene poi non digiunare, ma mangiare in bianco, privilegiando alimenti facilmente digeribili come pane, riso, pesce e carne bianca, mele e pere.
Possono poi essere utili farmaci antiemetici, che riducono il vomito, o quelli che diminuiscono la motilità dell’apparato digerente. In Italia spesso si utilizzano i probiotici, che possono ridurre, in media di un giorno, la diarrea.
Se nel giro di un paio di giorni la situazione non migliora, è consigliabile rivolgersi al medico.
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La gastroenterite è un’infezione a cui si associa un’infiammazione, la cui causa può essere virale o batterica. I batteri più frequentemente responsabili sono salmonella, campylobacter e clostridium difficile, mentre i virus più comunemente coinvolti sono rotavirus e norovirus.
Il contagio avviene attraverso le mani e per via orale, e anche mediante cibo contaminato e acqua. Lavare sempre le mani in maniera accurata è fondamentale per la prevenzione.
I sintomi della gastroenterite
Questo disturbo può coinvolgere sia lo stomaco sia l’intestino, con i seguenti sintomi: vomito, nausea, diarrea e dolori addominali. Questi sintomi accomunano la quasi totalità dei pazienti, possono poi esserci sintomi variabili, meno comuni, come per esempio la febbricola.
I sintomi hanno esordio improvviso e regrediscono nel giro di qualche giorno: questo è il tratto distintivo della gastroenterite. Bisogna inoltre prestare attenzione quando i sintomi persistono oltre 5-7 giorni, magari con febbre ricorrente. Questo rappresenta un campanello di allarme, soprattutto nei bambini e negli anziani, più suscettibili a complicanze come la disidratazione.
Cosa fare?
Innanzitutto è bene cercare di compensare le perdite bevendo tanta acqua: in presenza di vomito o di diarrea infatti si perdono molti liquidi e la reintroduzione aiuta a riequilibrare. È bene poi non digiunare, ma mangiare in bianco, privilegiando alimenti facilmente digeribili come pane, riso, pesce e carne bianca, mele e pere.
Possono poi essere utili farmaci antiemetici, che riducono il vomito, o quelli che diminuiscono la motilità dell’apparato digerente. In Italia spesso si utilizzano i probiotici, che possono ridurre, in media di un giorno, la diarrea.
Se nel giro di un paio di giorni la situazione non migliora, è consigliabile rivolgersi al medico.
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