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Ipoglicemia, cosa fare: l'alimentazione può contribuire a gestirla

L'ipoglicemia nei pazienti diabetici si verifica quando i livelli di glicemia scendono sotto i 70 mg/dl. Le cause principali sono legate all'uso di farmaci, ma esistono anche fattori non farmacologici

25 febbraio 2025 | 08:30

Ipoglicemia, cosa fare: l'alimentazione può contribuire a gestirla

L'ipoglicemia nei pazienti diabetici si verifica quando i livelli di glicemia scendono sotto i 70 mg/dl. Le cause principali sono legate all'uso di farmaci, ma esistono anche fattori non farmacologici

25 febbraio 2025 | 08:30

L'ipoglicemia nei pazienti con diabete si verifica quando il livello di glicemia (glucosio nel sangue) scende sotto i 70 mg/dl. Nelle persone senza diabete, l'ipoglicemia è più rara ed è definita come un livello di glicemia inferiore ai 55 mg/dl, in presenza dei sintomi tipici. Anche l'alimentazione può contribuire a gestire queste situazioni.

Ipoglicemia, cosa fare: l'alimentazione può contribuire a gestirla

La diagnosi dell'ipoglicemia può essere difficile a causa della variabilità dei sintomi

Ipoglicemia, le cause

La causa principale di un calo della glicemia nei pazienti diabetici è legata all'uso di farmaci per il diabete. I pazienti che assumono insulina o farmaci che stimolano la sua secrezione (come le sulfaniluree) sono più a rischio.

Le cause non legate ai farmaci possono includere:

  • Tumori o altre patologie del pancreas o del fegato
  • Conseguenze di interventi chirurgici allo stomaco, come la sindrome da dumping
  • Ipoglicemia funzionale o reattiva post-prandiale
  • Esercizio fisico intenso o digiuno prolungato
  • Malattie endocrine che influenzano i meccanismi controregolatori, come il deficit surrenalico o ipofisario

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Ipoglicemia, i sintomi

La diagnosi dell'ipoglicemia può essere difficile a causa della variabilità dei sintomi, che non sono sempre specifici. I sintomi più comuni includono:

  • Tremori
  • Sudorazione
  • Tachicardia
  • Fame
  • Stanchezza
  • Sonnolenza
  • Capogiri
  • Cefalea
  • Confusione mentale
  • Difficoltà nel parlare e nei movimenti
  • Visione offuscata
  • Cambiamenti dell’umore
  • Pallore
  • Ansietà
  • Perdita di coscienza
  • Coma

Ipoglicemia e diabete

Il diabete è caratterizzato da una compromissione dei meccanismi regolatori del metabolismo del glucosio, che influenzano la produzione e l'eliminazione degli zuccheri. Nel diabete di tipo 2, in particolare nelle fasi iniziali, si verifica un aumento dell'insulina nel sangue (iperinsulinismo) e una resistenza alla sua azione (insulino-resistenza). In questi casi, consumare pasti ricchi di carboidrati semplici può portare a ipoglicemia reattiva. Gli zuccheri vengono assorbiti rapidamente, determinando un aumento dei livelli di glicemia che stimola una secrezione eccessiva di insulina, che può abbassare troppo i livelli di glucosio.

Ipoglicemia, cosa fare: l'alimentazione può contribuire a gestirla

Nei pazienti diabetici, le crisi ipoglicemiche sono spesso causate da un eccessivo utilizzo di farmaci

Nei pazienti diabetici, le crisi ipoglicemiche sono spesso causate da un eccessivo utilizzo di farmaci per abbassare la glicemia, come l'insulina e gli agenti che ne stimolano la secrezione. Poiché i diabetici tendono ad avere glicemie più alte rispetto ai non diabetici, possono avvertire i sintomi dell'ipoglicemia (come tremori e stanchezza) a livelli di glicemia più alti (circa 70 mg/dl) rispetto alle persone senza diabete, per le quali i sintomi si manifestano sotto i 55 mg/dl.

Ipoglicemia, cosa fare

Il trattamento dipende dalla gravità e dalle cause. Se la persona è cosciente, è consigliato assumere 10-20 grammi di glucosio (come 2-3 bustine di zucchero o una bevanda zuccherata). La glicemia deve essere monitorata ogni 10-15 minuti e, quando i livelli superano i 70 mg/dl, è possibile consumare carboidrati complessi (come crackers o fette biscottate). Se la persona è incosciente, può essere somministrato il glucagone, che aiuta a mobilizzare il glucosio nel corpo. Il glucagone può essere somministrato tramite iniezione intramuscolare o spray nasale. Se la persona non riprende conoscenza, è necessario chiamare i soccorsi per una somministrazione endovenosa di glucosio.

Ipoglicemia reattiva, come gestirla

Nel caso di ipoglicemia reattiva, la gestione principale è dietetica. È consigliato seguire una dieta con pasti piccoli e frequenti, evitando alcolici e zuccheri semplici. Un esercizio fisico regolare e il mantenimento di un peso corporeo ideale sono importanti. L'obiettivo è evitare picchi glicemici e ridurre il rischio di ipoglicemia reattiva. La dieta dovrebbe essere bilanciata, includendo carboidrati, grassi, proteine e fibre. Se la dieta non è sufficiente, possono essere utilizzati farmaci come l'acarbosio, che riduce l'assorbimento intestinale del glucosio, o la metformina, che migliora la sensibilità all'insulina. In alcuni casi, sono necessari farmaci per trattare le cause sottostanti, come diazossido, somatostatina o corticosteroidi, a seconda della situazione.

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