Le sfide di Ais Toscana: “Apertura al territorio, condivisione e formazione continua”

Tra gli obiettivi del nuovo presidente Cristiano Cini avvicinare alla cultura del vino sempre più persone, grazie ai corsi che l'associazione ha integrato nelle scuole alberghiere e agrarie del territorio

12 luglio 2022 | 09:08
di Mariella Morosi

Cristiano Cini è il nuovo presidente di Ais Toscana. Con la sorella Caterina rappresenta la quarta generazione di una famiglia di ristoratori che ha in dote il ristorante La Tagliatella ad Arezzo. Dal 1995 Cristiano Cini ha deciso di entrare in Ais per esigenze di “sala” e progressivamente si è immerso nel tessuto associativo sposandone la causa fino ad assumerne oggi il comando


Ais Toscana crede molto nell’importanza della formazione. Grazie a un protocollo d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione per l’adozione della didattica, oggi nelle scuole superiori ad indirizzo alberghiero e agrario toscane, gli studenti possono seguire i tre livelli di studio necessari per conseguire l’attestato di sommelier all’interno del piano di studi ministeriale. Inoltre, in collaborazione con le sedi universitarie più prestigiose, è stato elaborato un piano di studi ad indirizzo enogastronomico.
 
 
Cristiano Cini com'è oggi il mondo dei sommelier?
Il mondo della sommellerie è in una condizione fluida così come lo sono i tempi che stiamo vivendo. Stiamo osservando cambiamenti repentini nelle professioni in generale, ma ancor di più nella comunicazione. La storia di Ais, la nostra associazione parla di una capacità unica di avvicinare alla cultura del vino numeri incredibili di persone oltre che di formare professionisti. Ci sono passaggi significativi in oltre 50 anni di storia associativa.
 
 
 
 
In che direzione sta andando Ais?
Nasciamo per i professionisti, ci siamo aperti giustamente agli appassionati che a oggi rappresentano la percentuale maggiore dei nostri associati, e stiamo tornando con consapevolezza e precisione a costruire percorsi di alta formazione per gli addetti al settore senza dimenticare che siamo aperti a target differenti, la parola d’ordine diventa quindi diversificare.  È una direzione figlia di un’esigenza che ristoratori, enotecari, aziende vitivinicole, gdo e agenzie di comunicazione ci hanno riportato. Siamo principalmente dei formatori e lavoriamo per migliorarci, ogni giorno.
 
Quali sono gli sbocchi professionali per un sommelier?
Gli sbocchi professionali che strizzano l’occhio ai sommelier sono la comunicazione, l’accoglienza, la scrittura di settore, la gestione e la ricerca verso investitori privati, l’inserimento in gruppi della grande distribuzione, la vendita. Naturalmente ancora oggi siamo ricercati per quello che in origine era l’unico sbocco lavorato, la gestione ed il servizio nel canale Horeca. E una grande richiesta arriva da molti paesi esteri che accolgono i diplomati Ais con grande entusiasmo.
 
 
Come si svilupperà in futuro il percorso di formazione?
La formazione sarà sempre più declinata alla qualità e all’omogeneità su scala nazionale per quanto riguarda i corsi nei tre livelli. Un altro argomento è invece il post diploma. Nel futuro prossimo Ais metterà in campo le migliori risorse umane per diversificare l’offerta. Nella Regione che rappresento, il gruppo di lavoro ha già espresso un orientamento verso un modulo formativo per i tantissimi giovani che ci frequentano. La volontà è di formare accademicamente e sul campo personale altamente qualificato per il canale Horeca e per le aziende vinicole. Siamo partiti con corsi di scrittura legata al racconto del vino e dei territori dove nasce, allo story telling e continueremo su questa strada, con convinzione e qualità. Senza dimenticare la prima regola della formazione; formare i formatori.
 
 
Chi è oggi il sommelier Ais?
Oggi il sommelier Ais è una figura specializzata che può apportare valore su diversi fronti, non può più essere considerato solamente colui che serve il vino, semmai “anche” colui che serve il vino. 
 
 
Quali sono le manifestazioni che vi vedranno protagonisti quest'anno?
In Ais toscana ci stiamo concentrando su due eventi che ci rappresentano, ma con tagli diversi. Il primo è "l’eccellenza di Toscana” dedicata alle aziende che rappresentano la qualità nella nostra regione e che negli ultimi anni ha trovato casa alla stazione Leopolda in Firenze. Il secondo è un evento nuovo che partirà in dicembre sempre su Firenze e si chiama "Saranno Famosi” dedicato alle aziende di tutta Italia nate negli ultimi dieci anni o con vini usciti negli ultimi cinque.

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Alberto Lupini


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