Credo che l’ottimismo sia la migliore medicina per qualsiasi guarigione ma, come le medicine, deve essere somministrato e assunto con cautela ed attenzione. La campagna vaccinale per fortuna sta proseguendo spedita; i contagi ed i malati sono in calo; le restrizioni si allentano; la stagione estiva è alle porte e si pensa ai viaggi ed alle vacanze al mare. I segnali di ritorno alla normalità sono evidenti: dal traffico nelle strade delle città alla riapertura di alcuni alberghi, dalla ripresa dell’attività di alcune aziende che erano in stallo produttivo al timido ritorno alla normalità della vita quotidiana. Ma non dimentichiamoci che abbiamo sulle spalle il fardello di un anno e più di grave crisi sanitaria, sociale ed economica e non possiamo cullarci su qualche segnale positivo pensando che tutto sia passato.

Pronti a ripartire, ma pianino...
Un passato di perdite che non possiamo recuperare
Mi riferisco al fatto che le
economie (e tutta la società) nazionali e mondiali hanno subito un tracollo che non si potrà cancellare con qualche timido segnale di ripresa. Dobbiamo vivere questo presente ed il futuro prossimo con la consapevolezza che tutto ciò che stiamo cominciando a riconquistare dovrà servire prima di tutto a
sanare i danni subiti in passato e, solo dopo aver riportato la situazione ad un punto zero, si potrà ricominciare a vivere una normalità che avrà sapore di successi, risultati positivi e guadagni.
In
albergo e nei servizi in generale, a differenza dei prodotti, vige la regola che tutto ciò che non hai venduto oggi non potrai venderlo domani quindi, sia ben chiaro, tutti i mancati ricavi accumulati negli hotel che sono rimasti chiusi per mesi e mesi, sommati anche alle
perdite derivate dai
costi fissi comunque sostenuti, non si potranno pareggiare con i timidi segnali di ripartenza che stiamo vivendo e che vivremo nei prossimi mesi. Per cominciare a parlare di ripresa ci vorrà del tempo e sarà proprio in questo tempo che verrà che ci sarà ancora
bisogno del sostegno dello Stato e dell’impegno degli
imprenditori, almeno di coloro che potranno rimettersi in gioco.
L'ottimismo è la miglior medicina
Ci vogliono pazienza, fiducia, tenacia e lungimiranza per far sì che un domani, speriamo non troppo lontano, potremo tornare ad essere sereni e sorridenti, ma nel frattempo dovremo ancora fronteggiare rischi e difficoltà.
L’ottimismo però, dicevamo in apertura, è la migliore medicina e quindi dobbiamo avere coraggio e determinazione; dobbiamo credere nelle nostre capacità ed essere convinti delle nostre possibilità, con prudenza ma senza timore. Sulla scorta delle difficoltà del passato dobbiamo vivere serenamente il
presente con la consapevolezza che il
futuro potrà esser migliore.