Se la scuola tradizionale ha sofferto, da un anno a questa parte, causa le modalità di lezione a distanza, ad incassare il colpo più duro sono stati gli studenti delle scuole professionali, che in classe imparano, accanto alle materie classiche, anche un vero e proprio lavoro. Ma gli studenti dello IAL di Legnano non si sono dati per vinti e hanno messo a segno una gamma vincente di cioccolatini assortiti al termine di un modulo didattico.

I cinque cioccolatini realizzati dalla sezione Panificazione e Pasticceria dello IAL di Legnano
IAL, un ventaglio di specializzazioni per una formazione completa
La sezione di
Panificazione e
Pasticceria dello
IAL (
Innovazione Apprendimento Lavoro, punto di riferimento per la formazione professionale in Italia, presente in ben 13 regioni) di
Legnano offre un percorso di
formazione ampio, che passa dai prodotti da forno alla pasticceria elaborata. Il percorso permette ad ogni studente di scegliere il proprio contesto lavorativo futuro, sperimentando diverse mansioni nel corso dei 4 anni scolastici: panetteria, pasticceria, gelateria artigianale o industriale, pizzeria, o ancora all'interno di laboratori dedicati nei supermercati. Ogni anno si realizzano e si approfondiscono in laboratorio nuove ricette.
Prova di modulo: un assortimento di cinque cioccolatini ben riuscito
L’ultimo modulo didattico della
classe terza Panificazione e Pasticceria a Legnano si è focalizzato sulla
cioccolateria. Gli studenti hanno infatti realizzato un
assortimento di cinque cioccolatini.
Un dolce assortimento, ben riuscito, come prova di fine moduloLa professoressa di laboratorio,
Roberta Biasolo - una carriera da pasticcera professionista, poi 10 anni nell'ambito scolastico - parlando dei “suoi ragazzi”, ammette: «Hanno fatto molta strada in questi ultimi tre anni. Molti di loro non erano appassionati e dediti al lavoro come lo sono oggi, ma, attraverso l'impegno dei
docenti e le esperienze in
stage, sono diventati un gruppo compatto, serio, un gruppo che lavora unito, senza lasciare nessuno indietro. Sono proprio i ragazzi stessi, infatti, ad aiutare i compagni che dimostrano difficoltà».
Una studentessa,
Elisa Maggiore, ammette, molto lucidamente: «La più grande sfida in laboratorio è sicuramente riuscire a
lavorare in team: accordarsi, raggiungere compromessi, evitare di imporsi. Non è facile, ma è anche quello che ci aiuta a realizzare un lavoro ben fatto». E questo team di lavoro in particolare ha raggiunto l'obiettivo, portando alla luce un ben riuscito assortimento di cinque piccole chicche “cioccolatose”: un classico
tartufo fondente, esplosione di cioccolato che si scioglie gradevolmente in bocca; una
pralina al cioccolato bianco, in una dolcissima forma a cuore; una
pralina di cioccolato al latte, con un ripieno di fragole e zafferano; un
cioccolatino al lime, ripieno di liquore e ricoperto da cioccolato fondente; e infine una
pralina al mirtillo.
Un lavoro di precisione, studio, intuito e... gioco di squadraI ragazzi hanno saputo coniugare le tecniche apprese in questi anni di formazione scolastica con l’intuito che ogni foodmaker che si rispetti dovrebbe avere. Nonostante pochi di loro abbiano intenzione di specializzarsi in questo "dolce" campo, il modulo “cioccolato” è stato affrontato e svolto con consapevolezza e professionalità. Tutti gli studenti della classe sono d’accordo nel ritenere il
controllo della temperatura il passaggio più complicato nella realizzazione del cioccolatino: una fase di lavorazione, infatti, che hanno dovuto gestire senza macchinari (se non per il fondente) e che richiede una precisione impeccabile.
I problemi della DAD e l'importanza della scuola in presenza negli istituti professionali
In questo ultimo anno, questi studenti, ragazzi giovanissimi che già imparano in laboratorio un lavoro, sono stati penalizzati dalla DAD e, in generale, dalle limitazioni dovute alla pandemia. Molti di loro ammettono di aver dovuto recuperare in presenza le lezioni di laboratorio svolte online. Non era paragonabile svolgere i lavori a casa, senza: il
supporto della classe, gli
strumenti presenti in laboratorio e le indicazioni della professoressa Biasolo - sempre pronta a controllare i minimi dettagli.
La studentessa
Daniela Salerno ha parlato a nome di tutta la classe, se non di tutto l’istituto: «Durante il Covid abbiamo veramente capito quanto sia importante la scuola. A casa non imparavamo nulla e noi abbiamo davvero voglia di imparare!». Molti di loro hanno una visione, vogliono impegnarsi, continuare gli studi, perfezionarsi. E nonostante il Covid, è bello vedere come il
futuro stia già arrivando, fresco e appassionato, con una manciata di cioccolatini e tanta voglia di imparare!
Per informazioni:
www.ialombardia.it