Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si dichiara contrario all'emendamento, proposto dal Partito democratico, al disegno di legge di Bilancio approvato in commissione a Montecitorio. La cosiddetta norma “Airbnb” introdurrebbe un registro nazionale e la cedolare secca al 21% per gli affitti di case tra privati. Ma il premier ribatte su Twitter: «Nessuna nuova tassa in legge di Bilancio, nessuna. Nemmeno Airbnb. Finché sono premier io, le tasse si abbassano e non si alzano #avanti»».

L'obiettivo della proposta firmata dalla deputata Pd Silvia Fregolent e approvata dalla commissione Finanze è di favorire la trasparenza nel mercato delle locazioni di breve periodo e assicurare il contrasto all'evasione fiscale.
«È un problema che va affrontato perché bisogna porre sullo stesso livello l’offerta alberghiera e paralberghiera», ha dichiarato il viceministro all'Economia, Luigi Casero. «L’emendamento presentato sulla cedolare secca del 21% ha toccato un tema su cui stavamo lavorando, ma va verificato nell’ambito di un confronto internazionale o quanto meno europeo visto che questi contratti di affitto brevi vengono stipulati da società non residenti in Italia».