Piselli gialli giù del 10%, cacao in calo del 30%, uova in forte rialzo: il mercato delle commodity agrifood si muove tra dinamiche molto diverse, con tendenze che, in alcuni casi, riportano a shock recenti o a scelte politiche capaci di influenzare l'andamento globale. Come ogni settimana, Areté - società italiana leader nell'analisi dei mercati agroalimentari - ha tracciato gli highlight principali. Ecco cosa sta succedendo.

Piselli gialli, cacao e uova: cosa succede ai prezzi delle materie prime?
Partiamo dai piselli gialli, che rappresentano un importante riferimento per il mercato globale. Le quotazioni canadesi, durante il mese di marzo, hanno perso oltre il 10% del loro valore, toccando i minimi dallo scorso dicembre. Secondo l'analisi di Areté, tra le principali cause ribassiste ci sono i dazi del 100% all'importazione sui piselli canadesi imposti dalla Cina, un fattore che ha inciso in maniera determinante sul rallentamento del commercio internazionale. A questo si aggiungono le previsioni pubblicate dal governo canadese per la campagna 2025/26, che parlano di un calo delle esportazioni intorno al 46%. Un dato significativo, soprattutto se si considera che, parallelamente, è previsto un aumento della produzione del 4%. La combinazione di questi due elementi rischia di generare un forte accumulo di scorte: si stima che possano passare dalle attuali 698 mila tonnellate (campagna 2024/25) a oltre 1,7 milioni nella prossima.
Tutt'altra direzione, invece, per le uova, che confermano un trend inflattivo avviato già ad agosto 2024. I numeri sono chiari: da gennaio le uova di taglia M da allevamento in gabbia, quotate dalla Cun, hanno segnato un +14%, toccando i massimi dall'aprile dell'anno scorso. In confronto con marzo 2024, i prezzi medi registrati questo mese sono superiori del 29%, un dato che fotografa con chiarezza il momento. Secondo Areté, a far ripartire i prezzi è stata innanzitutto la domanda stagionale, che ha inciso direttamente sulle quotazioni in un mercato europeo dove il livello di autosufficienza resta limitato, anche a causa degli shock delle ultime due stagioni. Ma c'è di più: «Tuttavia, soprattutto negli ultimi mesi, i rallentamenti produttivi, riconducibili alla diffusione di focolai di aviaria in Ue, hanno contribuito ad aumentare la magnitudo del trend inflattivo, alimentando preoccupazioni sull'offerta, fondamentale per soddisfare una domanda tendenzialmente anelastica». A sottolineare la portata del problema sono i numeri: da inizio 2025, in tutta l'Ue, si contano 139 focolai in allevamenti (erano 61 nello stesso periodo del 2024). In Italia, nello stesso arco temporale, sono stati registrati 21 focolai (57 da inizio ottobre 2024), di cui 10 in allevamenti di galline ovaiole (17 da inizio ottobre 2024). L'ultimo aggiornamento risale ai primi giorni di marzo.
Il quadro si complica anche sul fronte del cacao, anche se in questo caso si parla di un deciso ribasso dei prezzi. Le quotazioni della fava di cacao, sul mercato Ice Europe, da inizio anno hanno perso il 30%, toccando i livelli minimi da novembre 2024. Un calo che ha coinvolto anche le trasformazioni: burro e massa di cacao sono scesi rispettivamente del 39% e del 34%, tornando ai valori di marzo 2024. Fa eccezione la polvere, che invece resta su prezzi record, con la tipologia 10/12 attestata intorno ai 9,4 euro al chilo, in crescita del 22% da gennaio. Le ultime previsioni dell'International cocoa organization (Icco), contenute nel Quarterly Bullettin Report pubblicato a fine febbraio, forniscono qualche indicazione sulla campagna 2024/25, iniziata a ottobre scorso. A livello globale, la produzione netta è attesa in aumento del 7,8%, fino a raggiungere 4,79 milioni di tonnellate. Un risultato trainato soprattutto da Costa d'Avorio e Ghana, dove la crescita stimata è rispettivamente del +10,5% e del +13%. Tuttavia, spiega Areté, «eventi meteo sfavorevoli e gli strascichi degli shock endogeni ed esogeni che hanno negativamente impattato l'offerta nel 2023/24, mantengono tuttavia la produzione su livelli ancora del 4% inferiori rispetto alla campagna 2022/23».
© Riproduzione riservata STAMPA