Quella dell’Hotel Regency è una storia che inizia quando Firenze era capitale d’Italia. Nella seconda metà del 1800 Piazza d’Azeglio è un’area, com’è oggi, defilata e allo stesso tempo comodissima per raggiungere anche a piedi il trafficato centro cittadino.

L'Hotel Regency di Firenze
Concepita in origine sul modello di una square inglese, qui sorgevano le abitazioni dedicate a ministri e alti funzionari dello Stato. Due di queste ville vennero unite, dando vita a un bel palazzo in stile neo-quattrocentesco, su commissione di un banchiere, Giacomo Servadio, il quale affidò il progetto all’architetto Henry Kleffler.
Note anche come Villini Servadio, subirono nuove modifiche nel 1932, quando furono unite internamente e ampliate, per diventare residenza della nobile famiglia aretina dei Ricci Crisolini. Nello stesso periodo, a opera di Tito Chini, vennero realizzate le belle decorazioni in stile Liberty delle vetrate e del soffitto della sala da pranzo.
La hall dell'Hotel Regency
1/10
La Penthouse suite dell'Hotel Regency di Firenze (foto: Niccolò Vonci)
2/10
La zona living della Penthouse suite dell‘Hotel Regency di Firenze (foto: Niccolò Vonci)
3/10
La Garden suite dell'Hotel Regency di Firenze
4/10
Il bagno della Garden suite dell'Hotel Regency di Firenze
5/10
La Deluxe Room e Family dell'Hotel Regency di Firenze
6/10
Il bagno della Deluxe Room e Family dell'Hotel Regency di Firenze
7/10
La Executive suite dell'Hotel Regency di Firenze
8/10
Il bagno della Executive suite dell'Hotel Regency di Firenze
9/10
L'Urban Garden dell'Hotel Regency di Firenze
10/10
La hall dell'Hotel Regency
Previous
Next
L’edificio diventa albergo di lusso nel 1960 e oggi fa parte del circuito degli Small Luxury Hotels of the World e la direzione è della general manager Claudia Gallo. Nelle sue sale, raccolte ed eleganti, si respira un’aria di intimità d’antan: l’idea del fondatore Amedeo Ottaviani è stata sempre quella di far sentire gli ospiti come fossero a casa propria. Da qui spazi caldi, dai colori morbidi e dall’atmosfera ovattata. Ognuna delle 31 stanze, in tutto dieci tipologie, dalla superior alla penthouse suite, sono caratterizzate da arredi differenti e da preziosi elementi come i bagni in marmo : bellissima, ad esempio, la terrace suite all’ultimo piano dell’edificio principale, il cui terrazzo regala una suggestiva vista sul parco
La ristorazione e il Relais Le Jardin
Un luogo così accogliente non poteva non offrire anche un servizio di cucina all’altezza: questo accade al ristorante Relais Le Jardin, aperto naturalmente anche agli ospiti esterni, ma anche nella lussuosa Sala Zodiaco, dove tra specchi e lumi di candela si può trovare una proposta più semplice, in versione bistrot. La mattina i suoi spazi sono dedicati a una ricca colazione, alla quale va dedicato il tempo necessario.

Una sala interna del ristorante il Relais Le Jardin dell'Hotel Regency di Firenze
I muri color rosso acceso, la sala è un luogo caldo, dai pavimenti in legno di pregio. Arredata con pezzi originali di metà ottocento, specchi e grandi quadri alle pareti, ha lo spazio per sei tavoli. Un’ampia vetrata dà sulla silenziosa corte interna che si può godere nella bella stagione: un angolo prezioso, nel centro di questa città dal turismo frenetico.
Il servizio di sala
Maître e sommelier del ristorante è Paolo Mercurio, campano di Torre del Greco (Na). In Toscana dall’adolescenza, è un uomo che ama il suo mestiere: «adottiamo un approccio familiare, accogliente, caloroso. Vogliamo che l’atmosfera sia quella di una casa privata e il cliente possa respirare una certa intimità. Vogliamo offrire un servizio gioviale; essenziale ma attento, snellito dall’eccessiva formalità». Mercurio si prende cura anche di una carta dei vini con 130 etichette, non particolarmente profonda ma ben assortita, soprattutto per quel che concerne la Toscana.
L’executive chef Claudio Lopopolo
Artefice della ristorazione è lo chef Claudio Lopopolo. Pugliese di Bisceglie, classe 1990, lascia appena maggiorenne la sua regione d’origine per fare stagioni in Trentino ed Emilia Romagna. Trascorre un periodo a Londra e poi in Australia.

Caudio Lopopolo, executive chef del ristorante Relais Le Jardin
In Toscana, prima di arrivare a ricoprire la sua posizione attuale nel 2022, passa un periodo al Campo del Drago del Rosewood Castiglion del Bosco a Montalcino e a Firenze alla Pescatoria. La cucina è chiaramente ispirata alle sue origini: allo stesso tempo però, Lopopolo è un cuoco che sulla provenienza degli ingredienti non si dà un limite. Le idee che realizza sono quindi giocate su combinazioni in cui la Puglia è sempre presente, insieme a elementi che possono provenire da qualunque altra parte del mondo.

La cucina dell'executive chef Claudio Lopopolo unisce i sapori pugliesi ad elementi iternazionali
Come lui stesso sostiene: «L’obiettivo dei miei piatti è che siano codificabili e che piacciano. Declino i sapori e gli accostamenti degli ingredienti cercando l’equilibrio, la golosità e una persistenza non troppo eccessiva. Desidero che il cliente sia invogliato a scoprire i miei piatti, senza innalzare barriere che ne rendano difficile la comprensione».
Il menu degustazione
Se non manca la proposta alla carta, vale la pena scegliere tra uno dei tre menu degustazione, proposti dai 78 euro del vegetariano, ai 95 per 4 portate, fino a 120 per 7. C’è tanto gusto, a partire dagli amuse bouche, come ad esempio il cannolo ripieno di mousse di salame toscano e polvere di peperone crusco. Va da sé che anche il pane, date le origini dello chef, non possa che essere notevole. Tra i piatti da assaggiare c’è Riso Patate e Cozze, un evergreen di Lopopolo che, al di là di quel che il nome può far pensare, è un antipasto servito in tre sezioni: il guazzetto di cozze ricoperto da una spuma di patate, una chip di riso e infine la cozza marinata e servita in un guscio di carbone vegetale.
L'Amouse-bouche del ristorante Relais Le jardin
1/4
Riso Patate e Cozze del ristorante Relais Le Jardin
2/4
Il Risotto Margherita del ristorante Relais Le Jardin
3/4
il Filetto di bisonte del ristorante Relais Le Jardin
4/4
L'Amouse-bouche del ristorante Relais Le jardin
Previous
Next
Ispirato all’Italia è invece il Risotto Margherita, sfumato con un brodo di porro arrosto, pomodori ramati, San Marzano e datterini. Alla base un pesto di basilico e un olio con lo stesso aroma e crema di mozzarella di bufala. E a proposito di elementi lontani, ecco il filetto di bisonte: una carne succulenta e dal sapore intenso, caratterizzato da una maturazione con un koji al pepe nero del Madagascar Voatsiperifery, servita con baby lattuga arrostita, gel di mandarino, ravanelli marinati e polvere di prosciutto di maialino di cinta senese.
Piazza Massimo D’Azeglio 3 50121 Firenze