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Dolci da tutto il mondo da Naëve a Milano? Io mi fermo a New York

Naëve a Milano, attrae l'investigatrice pasticciera con la promessa di dolci provenienti da tutto il mondo. Il menu spazia dalla pasticceria francese alle incursioni basche, portoghesi, americane, polacche e giapponesi

di Tiziana Di Masi
La Signora in Dolce
 
31 marzo 2024 | 08:30

Dolci da tutto il mondo da Naëve a Milano? Io mi fermo a New York

Naëve a Milano, attrae l'investigatrice pasticciera con la promessa di dolci provenienti da tutto il mondo. Il menu spazia dalla pasticceria francese alle incursioni basche, portoghesi, americane, polacche e giapponesi

di Tiziana Di Masi
La Signora in Dolce
31 marzo 2024 | 08:30
 

La curiosità è donna, si sa, se poi appartiene a buon diritto a un’investigatrice pasticciera di professione, resistere alla tentazione di scoprire una nuova pasticceria che vanta di avere dolci da tutto il mondo, è un’impresa irresistibile.

Dolci da tutto il mondo da Naëve a Milano? Io mi fermo a New York

La Signora in Dolce alla scoperta della pasticceria Naëve

La pasticceria investigata questa volta dalla vostra Signora in Dolce si chiama Naëve , è a Milano in via della Moscova 51, comoda comoda alla fermata della metro e ha aperto i battenti poco più di due mesi fa.

Naëve: viaggio nella pasticceria internazionale a Milano

Ho due notizie, una bella e una brutta, da dove inizio? Iniziamo dalla brutta, così almeno poi finisco in dolcezza. Frenate subito la fantasia, non ci sono dolci da tutto il mondo, ma ampio spazio alla pasticceria francese (Pain au chocolat, Tarte aux pommes, Croissant, Caneles, Madeleine, Flan Parisien), incursioni basche (Torta Basque al cioccolato), portoghesi(Tartellette all’uovo che ricordano i Pasteis de nata), americane (Red Velvet, Cheescake), polacche (Babka al cioccolato e nocciole) e giapponesi (Japanese souffle cheesecake).

Dolci da tutto il mondo da Naëve a Milano? Io mi fermo a New York

La pasticceria Naëve

Vi confesso che speravo in un dolce italiano e ammetto che sognavo una cassata, tanto più che uno dei fondatori di Naëve è siciliano, ma nessuna traccia di dolci italiani nel giorno della mia visita; mi dicono però che ci saranno new entry ogni mese con dolci del sud America, della Russia e del sud est asiatico e che la cassata è uno dei loro pezzi forti, peccato quindi non avere fatto il piacevole incontro.

Decido che il mio viaggio di degustazione farà tappa in due città del cuore, New York e Parigi. Perchè? Non ho segreti e vi confesso che a New York ho ambientato il mio primo romanzo giallo sulla pasticceria e a Parigi, capitale del dolce e che mi ha rapito palato e cuore, il secondo giallo in uscita. Opto dunque per un classico cheesecake ai lamponi per fare idealmente due passi a Central Park e poi immaginandomi fra le vie di Parigi, un canelès e un croissant alla crema.

Alla scoperta delle dolci creazioni di Naëve

Inizio dal canelès e faccio male. Per chi non li conoscesse i canelès sono dolcetti francesi tipici della zona di Bordeaux, aromatizzati con vaniglia e rum e dovrebbero essere croccanti e caramellati fuori e morbidi e umidi dentro, ma così non è perché il mio canelès è “uovoso” e gommoso, senza alcun contrasto fra il fuori e il dentro, non percepisco alcuna aroma di rum o vaniglia, solo un composto molliccio e poco piacevole che lascio andare al primo boccone.

Dolci da tutto il mondo da Naëve a Milano? Io mi fermo a New York

Il canelès, la cheesecake e i croissant di Naëve

E ora arriva la bella notizia, passiamo alla cheesecake e su questa non ho davvero nulla da obiettare: è deliziosa e fra le migliori che abbia mai assaggiato. Dimenticate quelle cheescake grossolane e gonfie di aria e scoprite delicatezza, autenticità, uno strato di biscotto sottile che si amalgama alla crema di formaggio fresca, gradevole, quasi rinfrescante per la bocca.

Scopro che la ricetta del pasticciere Alessio Gavazzi è il dono di un cugino a lui molto caro purtroppo prematuramente scomparso e comprendo il perché di tanto gusto e poesia in quella cheesecake. Non so perché, ma avevo intuito che quella potesse essere per lui una ricetta del cuore, quasi un passaggio di consegne emozionale fra persone che si vorranno bene per sempre.

Un bicchiere d’acqua e termino il mio pit stop a Parigi addentando il croissant: ha una buona “tempra”, buona sfogliatura e leggerezza, realizzato con un ottimo burro e una crema pasticciera liscia e senza alcun intoppo.

Nei dolci c’è vita e la mia missione è farla emergere e se nella cheesecake l’ho scoperta al primo assaggio, nei caneles mi è sfuggita dalle mani. Appunto sul mio taccuino: peccato che la buona maniera che si usava un tempo, cioè di non mettere in conto un prodotto lasciato sul piattino al primo boccone sia stata scordata o volata via col vento. Il mio giro del mondo stavolta si ferma a New York con l’emozione di una cheesecake pieno di nostalgia, amore e delicatezza.

Naëve
Via della Moscova 51 - 20121 Milano
Tel 333 588 8285

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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