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Molino Paolo Mariani
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Le realtà italiane puntano sull’ecommerce per avere successo

07 ottobre 2022 | 12:35

Le realtà italiane puntano sull’ecommerce per avere successo

07 ottobre 2022 | 12:35

Lecommerce, cioè il settore dello shopping online, è sempre più in espansione. In tutto il mondo. Comprare online è facile, veloce e spesso conveniente. Non solo. Grazie alle spedizioni internazionali, è possibile acquistare pezzi unici, di artigianato, pezzi locali e sostenibili. L’intera catena ne beneficia, dal piccolo produttore fino al consumatore. Dato che oltre 50 milioni di italiani sono connessi quotidianamente, questi sono tutti potenziali clienti di shopping online

Secondo una ricerca di mercato della piattaforma di ecommerce Shopify, il mercato digitale ammonterà al 22% del mercato totale entro il 2023. Tutto questo è possibile anche grazie a strategie di marketing efficaci come quelle proposte da AWISEE, un’agenzia seo internazionale che permette di raggiungere consumatori lontani. Questo apre nuove opportunità alle aziende italiane e al made in Italy in generale.

Le realtà italiane puntano sull’ecommerce per avere successo

Il made in Italy sceglie il digitale

Un settore 100% italiano che ha beneficiato dell’ecommerce è quello dei vini, le cui vendite sono addirittura triplicate in pochi anni grazie al digitale. Cantine e marche creano le loro piattaforme per facilitare l’acquisto di vino in tutto il mondo. Un esempio di questa tendenza è Tannico, che offre un suo sito di ecommerce che ha fatto crescere il fatturato dell’83% in appena un anno. Oppure Bernabei, i cui ricavi sono aumentati del 160% grazie al digitale.

In generale, queste piattaforme specializzate hanno visto una crescita media del 132% tra il 2019 e il 2020, anche a causa dell’effetto pandemia. Tra i migliori clienti per il vino italiano ci sono gli americani e i cinesi, che amano sia i rossi che i bianchi. Secondo la ricerca di Tannico International, l’identikit del compratore di ecommerce e vino compra da mobile, uomini e i più giovani preferiscono le bollicine di marca.

Però, i vini non sono l’unica eccellenza da esportare online. Altrettanto di successo è l’industria del design, con arredamenti e accessori che raggiungono il mondo intero. La prova di questa tendenza è la piattaforma Design Italy nata nel 2019 con l'obiettivo di promuovere a livello globale le eccellenze italiane e che nel 2022, con oltre 140 brand di design selezionati, diffonde nel mondo opere autentiche dallo stile contemporaneo. Oltre 12000 gli oggetti, tutti prodotti in Italia, (ad esempio Zanotta, Cassina, Mepra, Baleri, Missoni Home) che spaziano tra i diversi ambiti: home decor, illuminazione, accessori e moda, collezioni speciali. Con un customer service di alta qualità, Design Italy distribuisce il Made in Italy attraverso la propria piattaforma in più di 100 Paesi nel mondo.

“L’Italia sull’e-commerce, nonostante i passi da gigante dovuti alla pandemia è ancora molto indietro. Detto questo non si può vivere senza e-commerce oggi,” ha detto il fondatore di Design Italy Roberto Ferrari in una recente intervista a Money, “senza il digitale si è molto più ciechi, lenti, lontani dal cliente.”

Quindi, se i consumatori italiani non sono ancora pronti per l’ecommerce, le piccole realtà locali vogliono fare il boom con l’online per creare un’economia globale.

I trend del settore

Nella sua ricerca di mercato, Shopify ha identificato alcune tendenze globali per il 2022 ed oltre. Una di queste è il dispositivo scelto dai consumatori che preferiscono fare shopping dallo smartphone, che stiano comprando vino o una sedia di design. Lo shopping sarà anche più interattivo, come le app di arredamento che permettono di vedere gli arredi nella stanza. Questo perchè l’ecommerce funziona con e grazie alla tecnologia, come quella virtuale o del 3D.

Un altro trend fondamentale sarà la localizzazione, soprattutto della lingua del sito. Più una piattaforma di ecommerce ha contenuti tradotti in diverse lingue, più ha la possibilità di attrarre nuovi clienti. Ad esempio, un due terzi dei consumatori che parlano inglese non acquistano su un sito che non è in inglese nelle descrizioni dei prodotti, nelle recensioni e per il processo di pagamento.

Con pochi accorgimenti, le possibilità del made in Italy digitale sembrano davvero infinite. Anche per la moda.

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