In soli sei anni, il latte fieno dell'Alto Adige ha visto un incremento impressionante: +220% di conferitori, passando da circa 500 del 2018 a ben 1600 nel 2023, con una produzione che ha raggiunto i 96 milioni di chilogrammi. Un risultato, questo, che racconta molto più di semplici numeri, rappresentando una vera e propria opportunità di crescita per le cooperative locali, non solo in termini economici, ma anche sociali e ambientali. Il progetto europeo "Think Milk, Taste Europe, Be Smart" punta proprio a valorizzare questa eccellenza, facendo del latte fieno un simbolo di sostenibilità e connessione con il territorio.

+220% di crescita in 6 anni: il boom del latte fieno dell'Alto Adige
Oggi il latte fieno rappresenta il 26% del totale prodotto nella regione, una crescita di 25 punti percentuali rispetto al 2018, l'anno in cui ha preso ufficialmente il via con la certificazione Stg (Specialità tradizionale garantita). A sottolineare l'importanza di questo traguardo è Annemarie Kaser, direttrice della Federazione Latterie Alto Adige, che riunisce nove cooperative di caseifici e latterie della regione. «Oggi il latte fieno, nella nostra regione montana, rappresenta il 26% del totale latte prodotto, un dato in crescita di almeno 25 punti percentuali rispetto al 2018, anno in cui è iniziata la sua produzione, a seguito della certificazione Stg».

I motivi del successo del latte fieno dell'Alto Adige
Questo risultato non è, però, frutto del caso: l'Alto Adige si è infatti affermato come punto di riferimento nella produzione di latte fieno grazie a un metodo di allevamento strettamente legato alle pratiche tradizionali delle zone montane. Qui le mucche vengono nutrite seguendo il ciclo naturale delle stagioni (alternando erba fresca, diverse specie erbacee, fieno e integrazioni a base di cereali macinati). Un approccio che non solo offre un prodotto di qualità superiore, ma è anche una risposta concreta alla necessità di salvaguardare le aree montane e la biodiversità, riducendo l'impatto ambientale dell'agricoltura intensiva.
Il successo del latte fieno si deve poi anche alla dedizione delle piccole aziende agricole locali. Kaser racconta: «Le nostre aziende associate sono piccole realtà, gestite per lo più da persone dello stesso nucleo familiare, dove si allevano in media 15 vacche da latte e 8 vitelli per azienda agricola, su territori ripidi e con un lavoro prettamente manuale». Un lavoro fatto di fatica e passione, ma che ha portato risultati tangibili: «Ecco perché la produzione di latte fieno, che è passata da 500 conferitori circa nel 2018 con 77 milioni di kg a 1600 conferitori e 96 milioni di kg nel 2023 rappresenta, per il nostro territorio, una grande opportunità in termini di crescita economica e sociale».

Numeri da record: il latte fieno dell'Alto Adige conquista il mercato
Chiaramente, una produzione di questo tipo richiede investimenti adeguati per mantenere gli standard qualitativi. Non bastano, infatti, le buone pratiche: servono impianti di ventilazione per l'essiccazione del fieno e spazi adeguati per il suo stoccaggio. Inoltre, secondo Kaser, un elemento fondamentale è la comunicazione: «Sono altresì importanti gli investimenti in comunicazione per diffondere la conoscenza di latte fieno, i suoi benefici sia nell'ambito di un sistema alimentare più responsabile, sia per quelli legati agli aspetti ambientali».
In questo contesto si inserisce il progetto "Think Milk, Taste Europe, Be Smart!", promosso dal comparto lattiero-caseario di Alleanza delle cooperative italiane e realizzato da Confcooperative. L'iniziativa, come detto, punta a valorizzare il latte fieno attraverso diverse attività, in particolare quelle digitali, per esaltare le peculiarità di un prodotto che incarna non solo il legame con il territorio, ma anche un modello di produzione sostenibile, ecologica e sociale.
