Alla Bit (Borsa internazionale del turismo) di Milano, l'Associazione nazionale città del tartufo ha siglato un accordo strategico con Toscana promozione turistica, puntando sulla valorizzazione del tartufo toscano e delle sue radici culturali. Nel corso dell'evento, il presidente Michele Boscagli ha incontrato anche la ministra per il Turismo Daniela Santanchè, presentandole il progetto editoriale "L'Italia del tartufo". Tra i visitatori dello stand anche l'ex ciclista e commentatore sportivo Davide Cassani. Un'edizione della Bit, dunque, particolarmente proficua per l'associazione, che ha colto l'occasione per rafforzare le relazioni istituzionali e promuovere un settore sempre più centrale nel panorama del turismo esperienziale.

La Toscana punta sul tartufo per un turismo sostenibile e autentico
Un protocollo d'intesa per la valorizzazione del tartufo toscano
L'accordo firmato tra Anct e Toscana promozione turistica ha come obiettivo principale la promozione del tartufo e del suo contesto territoriale, mettendo al centro la cultura della cerca e cavatura, l'identità dei territori e l'agroalimentare di qualità. Un progetto che non si limita alla semplice promozione di un prodotto d'eccellenza, ma che punta anche alla sostenibilità delle aree rurali, contrastando lo spopolamento delle campagne e valorizzando l'ambiente naturale. A siglare l'intesa, nella giornata di domenica 9 febbraio, sono stati Michele Boscagli per Anct e Francesco Tapinassi, legale rappresentante di Toscana promozione puristica. «Siamo molto soddisfatti di questo accordo - ha dichiarato Boscagli - la nostra volontà è che questo progetto sia mutuabile in altri territori. Il rapporto con le regioni diventa fondamentale sia per le attività promozionali dell'Associazione nazionale città del tartufo che per gli aspetti culturali e propriamente legati all'elemento Unesco promossi e tutelati dall'associazione "Cerca e cavatura del tartufo in Italia"».
Il confronto con la ministra Santanchè e la guida "L'Italia del tartufo"
Nel corso della stessa giornata, la ministra per il Turismo Daniela Santanchè ha fatto visita allo stand della Regione Toscana, dove si trovava anche l'info point di Anct. Qui ha ricevuto dal presidente Boscagli una copia della guida "L'Italia del tartufo", un volume curato da Gianluca Carrabs e realizzato in collaborazione con Automobile club d'Italia e Typimedia. Un progetto editoriale che non si limita a raccontare il tartufo come prodotto gastronomico, ma che lo eleva ad ambasciatore di un viaggio tra storia, arte e cultura dei territori italiani.

La ministra Daniela Santanchè e Michele Boscagli
A ricevere la stessa guida è stato anche Davide Cassani, ex ciclista, oggi dirigente sportivo e commentatore televisivo, che ha fatto visita all'info point delle Città del tartufo, testimoniando l'interesse crescente verso il turismo legato all'enogastronomia e all'esperienza diretta nei territori di produzione.
Un turismo esperienziale che si lega al patrimonio Unesco
Non solo accordi e incontri istituzionali. L'associazione ha infatti partecipato anche all'evento "Unesco olistico: i nuovi progetti editoriali", insieme alla Regione Toscana, per presentare alcune pubblicazioni che approfondiscono il legame tra patrimoni Unesco e turismo. Tra queste, la Guida Unesco Giorgio Mondadori, la Guida Lonely Planet Unesco diffuso e l'Annuario Gist dedicato all'Unesco della Toscana, che raccoglie e racconta i patrimoni materiali e immateriali della regione.
Un'occasione per sottolineare come la "Cerca e cavatura del tartufo in Italia" - riconosciuta patrimonio immateriale Unesco nel 2021 - non sia solo una pratica tradizionale, ma un elemento chiave per il futuro del turismo rurale. «Lo stretto rapporto tra chi pratica l'elemento e l'ambiente di pregio agricolo e forestale - ha sottolineato Boscagli - ma anche con le comunità che vivono i nostri borghi e che hanno un forte protagonismo e una centralità rispetto alla vitalità dell'elemento. La visione olistica risulta una strategia di salvaguardia molto importante».

L'edizione 2025 della Bit si è confermata, dunque, un appuntamento chiave per l'Associazione nazionale città del tartufo, che ha rafforzato collaborazioni strategiche e approfondito nuove prospettive per il turismo esperienziale. Incontri con operatori del settore e istituzioni hanno permesso di consolidare la direzione tracciata negli ultimi anni: promuovere il tartufo non solo come eccellenza gastronomica, ma come filo conduttore di un turismo autentico, sostenibile e legato ai territori. Un modello che, partendo dalla Toscana, potrebbe presto essere replicato anche in altre regioni italiane.