La Capitale è al centro di una disputa in crescita, con cittadini, associazioni e comitati di quartiere che esprimono gravi preoccupazioni riguardo alla possibile fine del divieto di apertura di attività alimentari nell'area UNESCO. La Rete di Associazioni per una Città Vivibile (Racv) insieme ai comitati locali sollevano l'allarme, sottolineando i timori di un'imminente "invasione" di nuovi punti di ristoro, con conseguente creazione di dehors a occupare il suolo pubblico e, temono i cittadini, a creare confusione specialmente durante le ore notturne.

Roma,'spaventano' le possibili nuove aperture in centro
Timori a Roma: il centro storico invaso da attività di street food
La questione è emersa con una nota ufficiale in cui si chiede con urgenza la proroga del regime transitorio che attualmente vieta l'apertura di attività di artigianato alimentare, come paninerie, kebabberie, gelaterie e pizzerie a taglio, nell'area designata UNESCO fino alla fine dell'anno in corso. Simonetta Marcellini, portavoce del Comitato Vivere Trastevere, esprime la preoccupazione che, senza una proroga, il cuore storico di Roma possa essere presto invaso da nuove attività alimentari da asporto, locali di street food, minacciando l'identità e il fascino unico della città. «Vogliamo risposte», dichiara Marcellini, suggerendo la possibilità di azioni di protesta se le preoccupazioni della comunità non saranno ascoltate.
La richiesta è stata indirizzata al presidente della Commissione Attività Produttive, Andrea Alemanni, e all'assessore alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità, Monica Lucarelli. In risposta alle accuse, Lucarelli difende la decisione sostenendo che la delibera dell'Assemblea Capitolina, approvata a fine maggio, prevede lo sblocco delle aperture dei laboratori artigianali a partire dal 1 gennaio 2024. L'assessore alle Attività Produttive sottolinea che la scelta è basata su una valutazione degli indici di saturazione aggiornati a ottobre 2023, i quali indicano una significativa diminuzione del 37% dei laboratori artigianali nel centro storico. Lucarelli afferma che una chiusura indiscriminata non è più giustificata e potrebbe favorire chi detiene attualmente le licenze, limitando la concorrenza.
Nuove aperture nel centro storico: ci sarà attento monitoraggio
Il focus della maggioranza capitolina è dichiaratamente la salvaguardia del decoro e della qualità, con il nuovo regolamento che introduce criteri severi per disincentivare l'apertura di attività veloci e di passaggio. Obblighi come la presenza di bagni per il consumo sul posto e la dimensione minima di 80mq per i locali per trasferimenti e nuove aperture sono stati imposti per mantenere uno standard elevato. Lucarelli rassicura la comunità affermando che si monitoreranno attentamente le nuove aperture per evitare che gli indici di saturazione superino i limiti consentiti. Nel caso in cui si verifichi un aumento significativo, l'assessore si dichiara pronta a proporre un nuovo provvedimento di blocco all'assemblea, evidenziando l'impegno dell'amministrazione nel trovare un equilibrio tra sviluppo commerciale e la tutela del patrimonio storico della città.
Lollobrigida "approva" i dehors nel centro storico di Roma
Recentemente sulla questione dehors all'interno del centro storico è intervenuto anche Francesco Lollobrigida. Il ministro dell'Agricoltura e sovranità alimentare, in occasione dell'ultima assemblea annuale della Fipe, ha difeso bar e ristoranti dopo le accuse nate da cittadini ed esponenti del mondo della cultura sul disegno di legge che permette l'installazione dei dehors senza autorizzazioni fino a dicembre 2024 (di fatto una proroga), che è stato approvato dal Senato e che a breve entrerà nell'aula della Camera per l'ok definitivo.

Il ministro Lollobrigida
«Se vivi in centro un po' di rumore te lo devi aspettare - ha detto il rappresentante del Governo - Il 2020 e il 2021 sono stati anni terribili. È giusto dare la possibilità di recuperare. Una città che chiude alle 22 è poco attrattiva». Dichiarazioni che, chiaramente, ha fatto discutere a livello di opinione pubblica.