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La curva cresce lineare, l'Italia vede il plateau

Oltre 34mila i nuovi contagi, ma il tasso di positività scende sotto al 15% (14,6%) e conferma una curva che cresce di poco. Preoccupano però ancora i posti negli ospedali e il numero di decessi: 753.

18 novembre 2020 | 18:11

La curva cresce lineare, l'Italia vede il plateau

Oltre 34mila i nuovi contagi, ma il tasso di positività scende sotto al 15% (14,6%) e conferma una curva che cresce di poco. Preoccupano però ancora i posti negli ospedali e il numero di decessi: 753.

18 novembre 2020 | 18:11

Sono 34.283 gli italiani risultati positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore. I tamponi sono stati 234.834, ovvero 26.376 in più rispetto a ieri quando erano stati 208.458. Mentre il tasso di positività è al 14,6%; ieri era di circa il 15% (di preciso 15,4%).  

I numeri di oggi - La curva cresce lineare, l'Italia vede il plateau

I numeri di oggi

I pazienti ricoverati con sintomi sono 33.504 (+430, +1,3%; ieri +538), mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 3.670 (+58, +1,6%; ieri +120). Altissimo il numero dei decessi: 753 in un giorno. Adesso, i soggetti attualmente positivi dei quali si ha certezza sono 743.168 (+9.358, +1,3%; ieri +16.026).

Aumentano i contagi in 24 ore, ma siano lontani dal picco dei 40.902 nuovi casi registrato il 13 novembre. La curva cresce in modo lineare da qualche giorno - senza impennate - facendo pensare che siamo al plateau. Lo dimostra anche il rapporto di casi su tamponi che scende leggermente, passando dal 15,4 al 14,6%. In settimana si capirà se è davvero così. Le restrizioni danno i primi risultati, ma la situazione rimane seria, come ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza e bisogna avere pazienza. La circolazione del Covid è in frenata nel nostro Paese e in Europa, come indica il report settimanale dell’Oms che spiega: dei 4 milioni di nuovi positivi globali della scorsa settimana, quasi la metà sono in Europa ed è la prima volta in più di tre mesi che i casi in Europa sono diminuiti di circa il 10%.

A destare preoccupazione è il sistema sanitario: secondo Agenas (Agenzia per i servizi sanitari regionali), con i dati aggiornati al 17 novembre ora sono 17 le regioni che hanno superato la soglia critica delle terapie intensive occupate (30%).

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