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Concorsi per barman Opportunità per confrontarsi e crescere

di Ernesto Molteni
presidente ABI Professional
19 ottobre 2018 | 08:19

Concorsi per barman Opportunità per confrontarsi e crescere

di Ernesto Molteni
presidente ABI Professional
19 ottobre 2018 | 08:19

I concorsi e le gare di cocktail sono momenti di crescita professionale per i barman. Punti d’incontro di culture, arte e creatività legate al buon bere e occasioni per arricchire il proprio bagaglio tecnico e spirituale.

I concorsi e le gare di cocktail sono momenti di crescita professionale per i barman. Punti d’incontro di culture, arte e creatività legate al buon bere e occasioni per arricchire il proprio bagaglio tecnico e spirituale.

Con il confronto si cresce, così come migliora l’autostima che per un professionista che fa il nostro lavoro è molto importante. I concorsi sono nati nell’immediato dopoguerra con il nascere delle associazioni di settore storiche dell’Iba e per 50 anni sono stati gestiti dalle stesse con il prezioso aiuto finanziario delle grandi aziende produttrici liquoristiche e non, che vedevano in noi il mezzo più professionale per far conoscere la qualità dei loro prodotti.

(Concorsi per barman Opportunità per confrontarsi e crescere)

Nell’ultimo ventennio le cose sono un po’ cambiate. Da una parte le associazioni si sono sempre più indebolite e frammentate, soprattutto da un punto di vista deontologico, dall’altra le aziende che prima erano a carattere familiare ora sono diventate succubi delle leggi del marketing per sopravvivere in un mercato sempre più ricco e complesso. Oggi c’è la necessità di operazioni promozionali efficaci con risultati immediati sul mercato delle vendite.

Per questo motivo le grandi aziende si sono organizzate con i loro potenti mezzi per creare in prima persona concorsi ed eventi mirando soprattutto alla valorizzazione del loro prodotto. Per farlo si appoggiano a figure professionali molto conosciute grazie anche ai social oppure ai locali, dimenticando così i principi fondamentali delle associazioni che miravano a salvaguardare la professionalità e la valorizzazione della figura del barman.

Il barman va premiato: per la presenza e la divisa; per la tecnica, lo stile, la classe e la professionalità; per il gusto e la ricetta, che denotano conoscenza della materia prima e creatività; per la cultura merceologica, quella vera, non quella legata alla promozionalità del brand, piuttosto che premiare Tizio e Caio perché hanno il locale famoso e vendono tanti prodotti dello sponsor specifico.

Il nostro lavoro è fondato sul business, per fortuna, ma non deve essere fine a se stesso. Non dobbiamo rinnegare cioè i nostri principi e la nostra professionalità deontologica. Per questo motivo ritengo che la soluzione migliore sia quella di individuare le associazioni più serie e dare loro in mano l’organizzazione dei concorsi, non solo lo svolgimento, nel rispetto della nostra figura professionale. I grandi concorsi poi, a parte quelli specifici organizzati e riservati alle singole associazioni, dovrebbero essere aperti a tutti i professionisti, come testimoniano i due grandi concorsi storici autunnali che stiamo organizzando come Abi Professional: l’Elba Drink nella bellissima Isola d’Elba e SkyWay, la gara di cocktail più alta d’Europa, che si svolge a 3.600 metri sul monte Bianco.

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