Dopo le speranze incoraggianti di una ripresa dell’economia e dei consumi, una concomitanza di fattori sta mettendo a dura prova il retail che non vede ancora la luce. I saldi nei negozi si sono aperti con un meno -30%, abbinato a un calo verticale delle presenze nei centri commerciali e nei centri città che nei giorni del 10 e dell'11 gennaio, hanno messo a segno un calo di fatturato del -50% rispetto al 2019. D'altronde le aspettative erano che la metà degli italiani non ne avrebbe approfittato.

«Siamo al terzo anno di pandemia e continuiamo a essere in difficoltà per effetto dello smart working, dei lavoratori in quarantena e della paura dei contagi - ha affermato Mario Resca, presidente di Confimprese - Il caro bollette, la mancanza di materie prime e l’inflazione, ormai acclarata e non più transitoria, rischiano di bloccare nuovamente il Paese. I consumi si stanno bruscamente fermando. Abbiamo necessità di sostegni reali che siano vicini alla sopravvivenza del settore, di nuove misure sugli ammortizzatori sociali e di accesso al credito, ma anche di contributi a fondo perduto e misure fiscali che ci consentano di attraversare un altro anno pesantissimo. Se non arriva liquidità immediata nel sistema produttivo, il retail rischia il collasso».
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