Nemmeno il tempo di archiviare il passaggio al Parlamento per la richiesta di fiducia ed è già tempo di nuove bordate nei confronti del Governo. Ad alzare il tiro sono alcuni senatori della Lega capitanati da Gian Marco Centinaio, capodipartimento Agricoltura del partito. Bersaglio: il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli e la chiusura alle ore 18.00 per le attività di rivendita di bevande alcoliche (codice Ateco 47.25); le enoteche.
«Ci si stupisce a verificare che il ministro Patuanelli se la prenda con una enoteca di Trieste, la sua città, rea di aver prodotto involontari assembramenti e si comprende la natura dell'ordinanza dal suo stesso ministero emanata: punire senza ascoltare, anzi usare da esempio per censurare gli esercenti. Bene la tutela della salute pubblica, basta invece con la spocchia e col moralismo», affermano i leghisti.
Oltre a Centinaio, si sono uniti all'accusa anche Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura a Palazzo Madama, Giorgio Maria Bergesio, capogruppo, William De Vecchis e Rosellina Sbrana, componenti della medesima commissione. «Lo sa, il ministro Patuanelli, quante realtà hanno chiuso i battenti, quanti imprenditori della filiera vinicola hanno cessato l'attività? - rilanciano i parlamentari - Presenteremo un'interrogazione al Senato sull'accaduto e soprattutto per capire da che parte sta il ministro: se con i burocrati che non escono mai dai Palazzi o se vicino alle imprese che chiedono solo di lavorare. La Lega la sua scelta l'ha fatta da tempo».
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