Alcune delle principali multinazionali dell'agroalimentare si accingono a dichiarare il loro appoggio ai “semafori” in etichetta, al prossimo incontro della Piattaforma Ue per la dieta, l'attività fisica e la salute, domani 9 marzo. La cosiddetta etichetta a semaforo era stata introdotta nella
grande distribuzione britannica che -
non senza polemiche - aveva apposto sulle confezioni dei prodotti una sintetica informazione sul contenuto di grassi, zuccheri e altro, utilizzando i colori verde, giallo e rosso in misura delle quantità contenute e delle loro possibili ripercussioni sull'equilibrio di una sana alimentazione.
Appresa l’indiscrezione il ministro delle Politiche agricole
Maurizio Martina ha subito espresso il suo dissenso dopo averlo
già fatto a suo tempo.
foto: Ansa
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Scriveremo ancora anche nelle prossime ore alla Commissione Ue di intervenire per impedire la diffusione di un elemento così distorsivo del mercato. Ribadiremo con forza il nostro no a questo sistema semaforo», precisa Martina, nel ricordare che già lo scorso anno insieme a 15 Paesi europei lo aveva contrastato apertamente perché «provoca danni economici e d'immagine ai nostri prodotti, non porta alcun beneficio per i consumatori e non promuove uno stile alimentare equilibrato o una dieta sana, classificando i cibi con parametri discutibili e approssimativi».
Secondo il Ministro «non è accettabile che
prodotti di qualità Dop e Igp possano essere marchiati con semaforo rosso, così come succede con altri alimenti che fanno parte della dieta mediterranea, come il pesce e l'olio d'oliva, mentre bibite gassate senza zucchero ottengono il semaforo verde». Anche Coldiretti critica aspramente l’idea: «L’etichetta a semaforo sponsorizzata dalle grandi multinazionali - si legge in un comunicato - mette a rischio il Made in Italy agroalimentare in Europa dove le esportazioni sono cresciute del 4% nel 2016 raggiungendo il record di 28 miliardi, pari a circa ¾ del totale nel mondo».
Maurizio Martina
L'associazione dei consumatori europei del Beuc accoglie invece con favore l'annuncio delle multinazionali dell'alimentare di voler sviluppare un'etichettatura nutrizionale a semaforo, ma «deplora il modo in cui i produttori vogliono definire i colori che riflettono il valore nutrizionale degli alimenti». In particolare, il Beuc ritiene che potrebbe risultare fuorviante per i consumatori il fatto che l'etichetta con codice cromatico a indicare la presenza di grassi, sale e zuccheri sarà integrata da informazioni sulla porzione.
«Rifiutiamo - si legge in una nota dell'associazione - una combinazione di colori che utilizza la porzione come riferimento perché renderebbe non solo più difficile per i consumatori confrontare le etichette degli alimenti e capire quale prodotto è l'opzione più sana ma potrebbe addirittura trarre in inganno».