Il nobile distillato d'erbe, Alpestre, fu creato in Francia nel 1857 da frate Emanuele, un padre marista esperto conoscitore delle virtù terapeutiche delle piante, con la finalità di curare i confratelli malati, attraverso il sapiente dosaggio di 34 erbe aromatiche e piante officinali.
Da oggi il tenutario della ricetta e dei sapienti segreti di produzione di questo marchio parte della storia liquoristica italiana è il gruppo Onesti, che consolida in questo modo la sua posizione di leadership nel mercato beverage italiano e rafforza la volontà di espansione oltre confine.
Nell'ambito del processo di cambiamento continuo che viene perseguito da anni, il gruppo punta al rilancio del marchio sul mercato italiano. L’obiettivo? Riportarlo agli antichi splendori: negli anni '90 Alpestre vendeva oltre 500mila bottiglie annue. Ma il gruppo Onesti vuole anche continuare a sviluppare i mercati esteri nei quali Alpestre è già distribuito - in particolare quello tedesco - e svilupparne di nuovi.
«Anche se siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, questo non è un punto d'arrivo - dichiara Emilio Onesti, fondatore ed attuale presidente del gruppo - ma una tappa di un percorso di crescita che io, e ancor più mio figlio Andrea, stiamo portando avanti con tenacia e passione e che crediamo ci vedrà ancor più protagonisti negli anni a venire. Alpestre è un marchio storico, che ci riempie d'orgoglio. È un simbolo di quella qualità nel campo enogastronomico che fa del made in Italy un'icona nel mondo. Vorremmo che anche Alpestre, in futuro, contribuisse a diffondere la qualità italiana anche all'estero».
Un tempo era addirittura conosciuto come "l'Arquebuse dell'Hermitage", poiché veniva inviato ai soldati francesi impegnati nelle colonie come primo rimedio interno ed esterno per la cura delle ferite prodotte dagli archibugi degli avversari. Negli anni "l'Arquebuse" conobbe un successo tale che di questo distillato furono create numerose copie e contraffazioni. Fu per questo motivo, oltre al divieto in essere durante il ventennio fascista di utilizzare nomi stranieri, che i frati decisero di cambiarne il nome in Alpestre.
Oggi come allora, esperti erboristi coltivano le piante aromatiche e medicamentose che lo compongono, tra cui: il timo, la lavanda, l'angelica, il finocchio, il tanaceto, la salvia, la menta, la melissa, l'issopo, la cedrina e la camomilla, che vengono prima fatte macerare, per poi essere accuratamente distillate.
Perchè le proprietà aromatiche e medicamentose delle piante si possano meglio concentrare nel liquore, secondo l’antica ricetta ovviamente custodita gelosamente, Alpestre viene fatto invecchiare a lungo - almeno 10 anni - in botti di quercia di Slavonia, prima di essere imbottigliato.
Con il tempo il gusto e l'aroma si affinano e la chiara trasparenza del distillato acquisisce la venatura ambrata che caratterizza il suo colore paglierino. Imbottigliato senza l'aggiunta di zucchero o altri additivi, Alpestre è 100% naturale. Un prodotto per ogni occasione. Un eccezionale digestivo. Si può degustare puro a fine pasto oppure nel caffè. Per le sue proprietà distensive e tonificanti, può essere addirittura consigliato allungato con acqua calda e miele o per realizzare un punch aromatico.
Per chi vuole poi conoscere il piacere più intenso, di Alpestre è stata prodotta una Riserva Speciale Millesimata del 1983, selezionata per le sue qualità e l'invecchiamento eccezionale che, con i suoi 49,5 gradi alcolici, la porta ad essere un perfetto elisir da meditazione: una vera chicca per intenditori.
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