Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
venerdì 04 aprile 2025  | aggiornato alle 17:23 | 111564 articoli pubblicati

Trentodoc, bollicine d'autore L'esclusività del metodo classico trentino

Trentodoc: bollicine d’autore. Carattere, eleganza ed esclusività del metodo classico trentino. Questo il tema della tavola rotonda svoltasi il 27 novembre a Trento. Il Trentino è stato insuperabile nell’aver saputo creare una propria immagine attraverso le bollicine note a livello internazionale

01 dicembre 2009 | 12:36

Trentodoc, bollicine d'autore L'esclusività del metodo classico trentino

Trentodoc: bollicine d’autore. Carattere, eleganza ed esclusività del metodo classico trentino. Questo il tema della tavola rotonda svoltasi il 27 novembre a Trento. Il Trentino è stato insuperabile nell’aver saputo creare una propria immagine attraverso le bollicine note a livello internazionale

01 dicembre 2009 | 12:36

TRENTO - Trentodoc: bollicine d'autore. Carattere, eleganza ed esclusività del metodo classico trentino. Questo il tema della tavola rotonda svoltasi venerdì 27 novembre a palazzo Calepina, sede della Camera di Commercio di Trento, con la partecipazione di Philippe Daverio, storico dell'arte e conduttore televisivo, Licia Granello, giornalista de La Repubblica, Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso, e Fausto Peratoner, presidente dell'Istituto Trentodoc. Moderatore del dibattito: Enrico Franco, direttore del Corriere del Trentino. Sala gremita, pubblico attento per l'argomento che suscita molte riflessioni e spunti interessanti per nuove strategie. Consapevolezza, identità, brand e qualità, contraddistinguono Trentodoc, emblema di un territorio e dei suoi abitanti.

Marco Sabellico, Philippe Daverio, Enrico Franco, Licia Granello e Fausto Peratoner

Ironico, ricco di stimoli, forbito, l'intervento di Philippe Daverio, che ha evidenziato la capacità tutta italiana di aver saputo fare del vino un 'bene di lusso” da bene povero quale era. Frutto della creatività nazionale, il 'design del vino” ha conseguito un elevato aumento del reddito, a fronte di una forte diminuzione dei consumi: infatti, il consumo di vino nel nostro paese è passato dai 120 litri pro capite l'anno agli attuali 30-35 litri. Ma, nel frattempo, è migliorata la sensibilità del consumatore, che ha affinato le sue conoscenze e punta ad un prodotto di qualità.

«La grande intuizione degli italiani - ha sottolineato Daverio - è stata quella di utilizzare il proprio immenso patrimonio storico-culturale come mediazione efficace nella costruzione del brand». Procedendo in questa direzione, alcuni territori e imprenditori particolarmente 'illuminati” si sono distinti: tra questi, il critico d'arte annovera il Trentino e la Sicilia. «Ma in Trentino, a differenza che altrove, il vino e le bollicine hanno saputo essere moderne, senza annullare la tradizione, e senza voler essere a tutti i costi contemporanei nelle scelte». Daverio ha poi, ovviante, citato anche la Francia, con la quale è sempre in atto un serrato confronto, ricordando come «lo champagne e lo spumante metodo classico sono due prodotti diversi, anche se nascono con lo stesso concetto».

Secondo lo storico il Trentino è stato insuperabile nell'aver saputo creare una propria immagine, attraverso le bollicine, note ormai a livello internazionale; sottolineando come un tale processo si sia realizzato in una regione che gode dell'autonomia. Infine, a conclusione del suo intervento, Daverio ha citato nuovamente il Trentino e i suoi abitanti, riconoscendo loro la capacità di non avere rovinato, con interventi costruttivi demenziali, una terra che trae dalla natura la sua ricchezza e bellezza.

Licia Granello, Food editore de La Repubblica, ha sottolineato come le bollicine hanno avuto un incremento di percentuale altissima. Trentino e Franciacorta, per la giornalista hanno fatto veramente 'miracoli”. «Lo standard qualitativo è talmente alto - ha dichiarato- che non c'è paura del confronto». Si è giunti a questi strepitosi risultati anche grazie a quello che la Granello ha definito come lo 'sdoganamento” delle bollicine, che vanno di pari passo con la ristorazione; ricordando come in molti ristoranti di alto livello si bevano bollicine a tutto pasto. «Meno diversificazione dei vini e maggior qualità portano il consumatore a scelte ben precise. Molti cibi vengono abbinati, dall'antipasto al pasto completo, alle bollicine. E questo è il risultato dell'eccellente livello qualitativo oggi raggiunto dallo spumante metodo classico». Bollicine che rappresentano i trentini: perbene, serie, dirette. Tuttavia, ha concluso la giornalista, perché il consumatore conosca bene 'il valore” delle bollicine è necessario puntare alla formazione, senza perdere di vista il rapporto qualità-prezzo.

Infine, Marco Sabellico, curatore della Guida vini d'Italia di Gambero Rosso, ha affrontato il tema delle Trentodoc da un punto di vista tecnico. Il successo delle bollicine, che nell'ultima edizione della guida Vini d'Italia il Gambero Rosso ha premiato, assegnando il massimo punteggio a ben sei prodotti, è dovuto alla consapevolezza della vocazione del territorio e del patrimonio. Che in Trentino viene quotidianamente valorizzato, in modo semplice e naturale. Infatti, ha dichiarato Sabellico, «le bollicine del Trentodoc sono opere della maturità; e quello che altrove richiede complesse pratiche enologiche, in Trentino avviene naturalmente senza bisogno di essere pilotato a distanza».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
Voglio ricevere le newsletter settimanali