Il popolo dei nomadi digitali cresce e cambia il turismo
È tra i fenomeni che maggiormente influenzano i player del turismo, insieme a una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità e al problema della carenza di personale. Se ne è parlato al Bto di Firenze
Sono i numeri a fotografare al meglio la questione: con 35 milioni di cittadini e un reddito pro capite di 1.800 dollari al mese, se quello dei nomadi digitali fosse uno stato, sarebbe il 41esimo al mondo e il 38esimo più ricco. Per forza di cose, quindi, la crescita del fenomeno condiziona il futuro del turismo. Se ne è parlato nella seconda e ultima giornata del Bto di Firenze, la manifestazione dedicata al connubio tra innovazione e turismo, il cui tema per l'edizione 2022 è il metaturismo.
Nomadi digitali e sostenibilità: gli effetti sul turismo
Un mercato in crescita e molto appetibile, quello dei nomadi digitali, che sta contribuendo a cambiare l’approccio dei player del turismo nel mondo. Insieme ad altri elementi quali la ricerca di viaggi sostenibili, l’esperienza enogastronomica e l’importanza sempre più preponderante del web nella definizione della meta. Secondo una ricerca presentata in esclusiva alla 14/esima edizione di Bto da Ipsos, l’enogastronomia cresce tra le motivazioni che guidano la scelta della meta (25%) ed è una prerogativa soprattutto per chi opta per una vacanza in Italia. Il nostro Paese mantiene la quarta posizione a livello mondiale come brand, risultato di un mix tra bellezza naturale, qualità della vita, ma anche affidabilità. Anche l’export si conferma come elemento che genera attrazione turistica. Sempre secondo Ipsos la scelta della meta turistica passa sempre più spesso dalle ricerche online, tra siti istituzionali (36%), blog e forum di viaggi (33%), social (13%). Il 52% degli italiani dichiara di prenotare le proprie vacanze online.
Great Resignation: il problema del personale nel turismo
Un altro tema non secondario per il futuro del turismo è quello legato al personale. Si è parlato anche di questo al Bto, durante una presentazione di Monica Lasaponara, Escape Coach, nel corso del panel “Il tempo contro-verso”. Il fenomeno Great Resignation segna pesantemente anche il comparto turistico. L'85% delle persone nel mondo non è soddisfatto del proprio lavoro. La percentuale italiana è del 94%: nel nostro Paese per tre lavoratori su quattro il lavoro significa ansia e stress. Tra i settori più colpiti c’è proprio quello del turismo: si cerca un miglior equilibrio tra vita privata e professionale. Lo studio di Intesa Sanpaolo conferma il dato: il turismo è il settore in cui si fa più fatica a trovare professionisti, in particolare in cucina. Non ci sono abbastanza cuochi, camerieri e impiegati in altre professioni similari, un vuoto causato da una inadeguata preparazione e dalla mancanza effettiva di candidati.
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Alberto Lupini
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