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Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Confindustria Alberghi ha organizzato un incontro che è stato l'occasione per fare il bilancio sul 2023 degli hotel in Italia e sulle prospettive dell'anno appena iniziato. Numeri incoraggianti: i valori 2019 sono vicini. Salgono le percentuali di occupazione, ma anche i prezzi. Prezioso il ritorno del turismo americano e forte la spinta del lusso

Gianluca Pirovano
di Gianluca Pirovano
27 febbraio 2024 | 12:24
Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Come stanno il turismo e gli hotel italiani? E, soprattutto, come stanno rispetto al resto d'Europa? Confindustria Alberghi ha organizzato a Milano un incontro che ha provato in qualche modo a rispondere a questi interrogativi. Lo ha fatto partendo dall'importanza dei dati e della loro analisi a supporto delle imprese alberghiere e della loro competitività su scala europea. Ne emerso un quadro sicuramente incoraggiante, che dimostra come ormai la pandemia sia rimasta (quasi) definitivamente alle spalle e come i numeri siano molto simili a quelli del 2019, ultimo anno prima del Covid, che ha sconvolto il mondo e, per forza di cose, l'intero comparto dell'accoglienza.

Il turismo italiano nel 2023: i dati di Enit

Elena Di Raco, responsabile Studi e statistiche di Enit, ha fornito, attraverso i numeri, un interessante quadro della situazione. «I cambiamenti sono sempre dietro l'angolo e serve farsi trovare pronti - ha spiegato - I dati di cui siamo in possesso per il 2023 sono ancora provvisori, ma la crescita del turismo è certa. Non dobbiamo più preoccuparci della crescita dei volumi: i volumi passati sono stati recuperati e siamo tornati nella situazione in cui il mercato estero ha superato quello interno». Nel dettaglio, nel 2023 sono stati oltre 125 milioni gli arrivi turistici nelle strutture ricettive italiane: si tratta del 5,5% in più rispetto al 2022. Interessante soprattutto il dato dei turisti stranieri, che sono aumentati del 14% rispetto allo scorso anno, a fronte di un lieve contrazione del turismo interno (-1,9%). Uno degli aspetti più importanti è che il turismo straniero, sempre guardando ai dati a disposizione, risulta essere maggiormente incisivo in primavera e nel bimestre settembre-ottobre. Questione non di poco conto, dato che si tratta di periodi storicamente di bassa stagione per il turismo italiano.

Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Un momento dell'evento di Confindustria Alberghi

Certo, l'Italia resta sul secondo gradino del podio in Europa. In vetta c'è, ancora una volta, la Spagna, che ha registrato 452.417.007 pernottamenti nel 2023 a fronte dei 431.147.862 dell'Italia. Terza c'è la Francia, favorita dai pernottamenti domestici, quasi il doppio di quelli internazionali, mentre quarta c'è la Germania, in cui a fare la voce grossa sono quasi esclusivamente i pernottamenti domestici, che valgono quasi quattro volte quelli internazionali. «Il recupero rispetto ai volumi del passato è quasi completo - ha concluso Di Raco - Questo grazie al ritorno di mercati importanti. Quello asiatico, anche se non ancora in maniera completa, e soprattutto quello americano».

Stati Uniti e lusso: le chiavi del turismo italiano

Proprio gli Usa sono la fotografia perfetta delle chiavi del successo del turismo italiano. Il viaggiatore americano, come confermato proprio dall'Enit, è solitamente altospendente e, proprio per questo, non viaggia in alta stagione, perché cerca la tranquillità. Allo stesso tempo, è solito muoversi con largo anticipo e prenota anche diversi mesi prima. Un fattore di fondamentale importanza per le strutture alberghiere. Il segmento del lusso, che gli americani incarnano a pieno, resta centrale nella crescita del turismo del Belpaese e non riguarda soltanto gli Usa. Le esperienze di lusso hanno superato le opzioni di viaggi "regolari" nel segmento Asia/Pacifico.

Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Turismo americano, una chiave importante per l‘Italia

Allargando un po' di più il punto di vista e guardando al futuro, secondo Enit il turismo verso le mete urbane sta vivendo una nuova fase di rinascita, dopo aver fatto i conti con le preferenze verso la natura, il sole e la spiaggia. Nel 2023 il turismo di città è cresciuto in maniera notevole: +52%, forse grazie alla quasi definitiva scomparsa del Covid, che tanto aveva spinto verso le vacanze all'aria aperta.

Crescono i numeri, ma anche i prezzi

A portare dati utili per capire lo stato di "salute" del mondo alberghiero italiano ci ha pensato anche Alina Minut di STR CoStar, leader mondiale nell'analisi comparativa nel settore alberghiero con cui Confindustria Alberghi porta avanti da anni un Osservatorio che si è ulteriormente potenziato con l’inserimento di 7 nuove aree censite e della possibilità di monitorare specifici segmenti di mercato. Secondo l'analisi di Str, l'Europa ha complessivamente performato meglio di nord America e Asia. Ma è l’Italia nel confronto interno al Vecchio Continente, ad aver fatto registrare i numeri migliori.

Rispetto al 2022 quasi ovunque nel Vecchio Continente le percentuali di riempimento delle camere sono in salita. L'unica grande città a rappresentare un'inversione di rotta è Istanbul, dove si è registrato un -13% rispetto allo scorso anno. Molto bene le italiane, con gli alberghi di Roma, Milano e Firenze hanno fatto registrare rispettivamente +10, +13 e +14%, a fronte del +4% di Parigi e +9% di Madrid, +8% di Berlino, +9% Londra. Analizzando e incrociando le percentuali di riempimento del 2023 con quelle del 2019 emergono i dati forse più interessanti: le cifre pre-pandemia non sono ancora state raggiunte, ma l'Italia fa molto meglio dei suoi competitor, in questo senso. Per intederci, Milano fa segnare un -2%, mentre Roma un -1%, laddove grandi città europee, come Vienna e Budapest restano ancora lontane (rispettivamente -10 e -14%).

Nota dolente, ma non sorprendente, infine, quella legata ai prezzi. I costi per un pernottamento in albergo sono saliti ovunque in Europa e l'Italia non fa eccezione. A guidare questa classifica c'è Roma, che fa segnare un +20%, seguita da Firenze con un +15% rispetto al 2022. Milano e Napoli si fermano al +14%, con Bologna a +5% e Torino a +4%. Curioso il caso di Venezia, dove l'aumento è stato molto contenuto: soltanto dell'1%.

Ecco il nuovo Osservatorio Confindustria che rende gli alberghi più competitivi

Come l'Italia può essere sempre più competitiva nel turismo e offrire ai viaggiatori ciò che chiedono? Servono analisi e dati capaci di sostenere e orientare le scelte in un mercato complesso come quello turistico. Con questo obiettivo è nato il nuovo osservatorio Confindustria Alberghi realizzato con STR CoStar, presentato a Milano, uno strumento a supporto delle imprese per la competitività. Nel mentre nel 2023 per quanto riguarda la performance degli alberghi l'Italia rispetto all'Europa registra i numeri migliori.

Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Nato il nuovo Osservatorio Confindustria alberghi – Str

Cosa fa il nuovo osservatorio Confindustria Alberghi STR CoStar

Nato nel 1998 come strumento interno per le imprese, dal 2009 l'osservatorio è stato affidato a STR il più importante leader mondiale nell'analisi comparativa nel settore alberghiero. Un passaggio importante che ha reso le analisi delle principali città italiane, comparabili con quelle estere. Il nuovo step è un complessivo potenziamento con l'inserimento di sette nuove aree censite e della possibilità di monitorare specifici segmenti di mercato. Un'esigenza sempre più crescente in un contesto di mercato dove lo sviluppo è destinato a passare attraverso la crescita dei viaggiatori internazionali e la concorrenza non si gioca più a livello locale, ma globale.

«L'aumento dei flussi turistici dall'estero, l'interesse verso le aree interne del paese, sono opportunità che rendono necessario lo sviluppo di nuove soluzioni a sostegno delle imprese per mantenere alta la competitività - ha commentato Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Associazione italiana Confindustria alberghi - Grazie al nuovo Osservatorio, da oggi le aziende associate a Confindustria Alberghi hanno a disposizione uno strumento potenziato in grado di leggere i dati di performance economici specifici del settore alberghiero comparandoli anche con i risultati dei principali competitor europei».

Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Associazione italiana Confindustria alberghi

«Ringraziamo Confindustria Alberghi per la collaborazione di lunga durata e per aver facilitato questo incontro, importante sotto almeno due aspetti: ribadisce l'importanza del monitoraggio costante dei dati, non solo nella propria destinazione ma a livello internazionale, essenziale in un clima cosi dinamico e competitivo come quello vissuto dal settore alberghiero al giorno di oggi; sottolinea anche la necessità di crescere ulteriormente il numero dei partecipanti per rendere l'Osservatorio uno strumento sempre più utile e agibile ai fini della pianificazione e dalla presa di decisioni strategiche e informate» ha aggiunto ha Alina Minut, senior account manager Italy di Str CoStar.

«Disporre di dati, possedere e ricercare skill per analizzarli al fine di trarne i giusti utilizzi sono elementi essenziali per la competitività delle imprese e dei sistemi economici, nel senso di assumere decisioni strategiche con un vantaggio competitivo. In altri termini - ha sottolineato Magda Antonioli Corigliano, professoressa Università Bocconi e vice presidente di Etc - andare oltre la semplice intuizione, porta l'imprenditore ad una maggior conoscenza nelle decisioni, essenziale per il successo nel processo di adattamento ai mutamenti e alle sfide del mercato».

Performance 2023, gli alberghi italiano i migliori in Europa

L'incontro è stato anche occasione per un'analisi delle performance 2023 delle imprese alberghiere in Italia nel confronto con i competitor internazionali. Alina Minut, Senior Account Manager - Italy di STR CoStar ha presentato un'analisi completa del 2023, il primo anno di effettiva ripresa post Covid. L'Europa ha complessivamente performato meglio di nord America e Asia. Ma è l'Italia nel confronto interno al vecchio continente, ad aver fatto registrare i numeri migliori.

Come sta il turismo italiano rispetto all'Europa? Lusso e Usa le chiavi del successo

Performance 2023, gli alberghi italiano i migliori in Europa

Nel confronto con il 2022, in termini di occupazione camere, gli alberghi di Roma, Milano e Firenze hanno fatto registrare rispettivamente +10, +13 e +14%, a fronte del +4% di Parigi e +9% di Madrid, +8% di Berlino, +9% Londra. Segno di un particolare dinamismo del nostro mercato che - sempre secondo i dati STR - continua anche nel primo trimestre 2024 che fa registrare prenotazioni in crescita: Roma +3%, Milano +6%, Parigi -2%, Madrid e Londra +3%.

Istat, confermato il trend positivo del turismo in Italia

Elena Di Raco, Market Research and Statistics Manager e Marketing and Promotion Direction di Enit ha offerto invece un'analisi a tutto tondo del settore turismo. I dati Istat confermano il trend positivo del turismo internazionale (+14% di arrivi, +10,7% di presenze) e per il 2024 i dati Isnart per Enit-Unioncamere, indicano già vendute il 40% delle camere disponili nelle strutture ricettive italiane per tutto il primo trimestre (42,6% gennaio, 42,5% febbraio, 39,8% marzo, 41,7% aprile) e per la Pasqua. Montagna, città e lago (specie in aprile), le aree di prodotto turistico che presentano dati di saturazione maggiori della media nazionale del periodo, in particolare nel Nord Est del Paese. Un avvio positivo per una nuova geografia dei mercati turistici del nostro Paese che vede nuove tendenze che definiranno i risultati nel breve-medio periodo.

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