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Il Consorzio tutela Valcalepio, sinonimo di eccellenza bergamasca compie 40 anni

Il Consorzio tutela Valcalepio, con un lavoro costante e lungimirante lungo 40 anni, ha investito nella produzione del vino a denominazione di origine che è diventato motivo di vanto per il territorio bergamasco

di Roberto Vitali
 
22 novembre 2016 | 14:15

Il Consorzio tutela Valcalepio, sinonimo di eccellenza bergamasca compie 40 anni

Il Consorzio tutela Valcalepio, con un lavoro costante e lungimirante lungo 40 anni, ha investito nella produzione del vino a denominazione di origine che è diventato motivo di vanto per il territorio bergamasco

di Roberto Vitali
22 novembre 2016 | 14:15
 

Era il 1976 quando, a Bergamo, entrava ufficialmente in attività il Consorzio di tutela enologico dedicato alla neonata Doc orobica, il “Valcalepio”, il cui disciplinare era stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nel settembre di quell’anno. Primo presidente fu, per un paio d’anni, Giampiero Lurani Cernuschi, cui seguì il conte Bonaventura Grumelli Pedrocca, che ha retto le redini del Consorzio per 32 anni sino al 2010.

Consorzio tutela Valcalepio compie 40 anni

Quindi è stato presidente per un quadriennio Enrico Rota, che ha lasciato il posto nel 2014 a Emanuele Medolago Albani. Direttore del Consorzio è dal 1995 il piemontese Sergio Cantoni, che afferma: «Con il 2016 si chiudono i primi 40 anni di un’istituzione che tanto ha fatto e tanto continua a fare sotto il profilo della tutela e della promozione di una delle eccellenze bergamasche, il vino a denominazione di origine Valcalepio. È importante ricordare quanto strada sia stata percorsa in questi 40 anni, tenendo presente che 40 anni fa il vino, a Bergamo, era una produzione più che altro casalinga e di livello medio basso, pochi controlli e ancor meno attrezzature. Che a Bergamo si producesse vino lo sapevano in pochi e quei pochi non ne avevano nemmeno una gran considerazione».

Il Consorzio tutela Valcalepio, con un lavoro costante e lungimirante, ha investito quattrini ed energie, nella produzione del vino a denominazione di origine; ha realizzato incontri tra produttori e tecnici; ha organizzato visite in Italia e all’estero per approfondire le conoscenze tecniche di produttori e coltivatori; ha seguito la strada della formazione e dell’istruzione per permettere a tutti, grandi e piccoli, di imparare, conoscere e crescere.

L’opera di tutela che va avanti da 40 anni continuerà ad essere profondamente rilevante per la produzione di vino doc in bergamasca: la Doc è un riconoscimento ma, come non si stancano mai di ripetere in Consorzio, è anche un impegno, soprattutto verso il consumatore, al quale si garantisce che il prodotto venga fatto seguendo determinate regole e procedimenti e in osservanza di un disciplinare, perché anche chi consuma sappia cosa beve.

Negli ultimi anni il Consorzio tutela Valcalepio ha lavorato molto sull’aspetto della comunicazione: posto che a Bergamo, oggi, si produce un buon vino Doc, ora è importante che lo conoscano anche fuori provincia. Fondamentale è stata quindi la presenza sulla carta stampata e sul web. Il Consorzio è stato uno dei primi enti vitivinicoli presenti nel panorama dei social networks con una pagina Facebook, un account Twitter, un profilo Instagram e un canale YouTube.

Nonostante le dimensioni ridotte, il Consorzio tutela Valcalepio ha sempre cavalcato l’onda comunicativa offerta dai nuovi mezzi, per promuovere sempre più non solo il Valcalepio Doc ma anche Bergamo come territorio. Quattro anni fa, infatti, il Consorzio è stato il primo ente a coinvolgere blogger professionisti in una serie di degustazioni organizzate nel corso del Vinitaly di Verona.
 
«Fondamentale - afferma Emanuele Medolago Albani - fu la decisione di essere sempre presenti al salone internazionale del vino e dei distillati di Verona e molto d’impatto, inoltre, la scelta di farlo con una formula unica nel suo genere: quella della piazza, luogo per eccellenza di unione, di incontro e di confronto. Un confronto interno che non spaventa i soci del Consorzio ma che ne rappresenta la grande forza: uniti si può, ecco il motto che muove le azioni consortili. Nessuno mai avrebbe potuto immaginare 40 anni fa che proprio a Bergamo sarebbe stato ideato l’unico concorso enologico internazionale riconosciuto dall’Organizzazione internazionale della vite e del vino dedicato ai vini Merlot, Cabernet e ai loro tagli. E invece “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme” porta sul nostro territorio ogni anno, da 12 anni, tecnici, produttori e giornalisti da più di 25 nazioni nel mondo. Il panorama mondiale enologico si incontra a Bergamo per degustare vini provenienti dai 5 continenti e per confrontarsi su importanti temi tecnici e scientifici».

Una storia lunga e ricca di avvenimenti, che racconta di ieri, che mostra orgogliosa l’oggi e che immagina il domani. Il Consorzio Valcalepio guarda con soddisfazione all’ultimo riconoscimento per il territorio bergamasco: la commissione tecnica del Comitato nazionale Vini nel 2011 ha approvato la nuova Doc “Terre del Colleoni”, interamente centrata sui 14 monovitigni tradizionalmente coltivati a Bergamo: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Incrocio Manzoni Bianco, Moscato Giallo, Moscato Giallo Passito, Schiava, Merlot, Marzemino, Cabernet, Franconia, Incrocio Terzi, Novello, Spumante.

L’impegno del Consorzio a favore della valorizzazione dei vitigni tradizionali e autoctoni è andato oltre ed è sfociato nel lavoro congiunto con l’Università degli Studi di Milano incentrato sulla varietà Merera, recentemente riconosciuta e iscritta al registro nazionale delle varietà coltivabili.

Altro importantissimo fronte di lavoro riguarda il panorama della produzione biologica. È del 2011 il nuovo logo consortile e lo slogan comunicativo “Valcalepio Giardino di Bergamo” che si ripromette di portare l’attenzione del pubblico sulla particolare posizione di vicinanza tra vigneti e centri abitati e sull’importanza del metodo biologico e della diminuzione dei trattamenti chimici in campo per una migliore e più sicura convivenza.

Impegno che prosegue in maniera attiva e costante con incontri periodici, aggiornamenti e momenti di confronto anche a livello internazionale, come avvenuto poche settimane fa in occasione del convegno conclusivo di “Emozioni dal Mondo Merlot e Cabernet Insieme”: relatori provenienti da tutto il mondo hanno portato le loro testimonianze sul tema “Il futuro della viticoltura ed enologia dal punto di vista della sostenibilità ambientale”.

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