Ha centrato l’obiettivo e si sta rivelando un successo l’edizione 2016 della “
Festa nazionale del cuoco”, organizzata dalla
Federazione italiana cuochi, che si sta svolgendo a Villa Santa Maria (Ch), il borgo abruzzese che si staglia alle pendici della Maiella. La cittadina che ha dato i natali a Francesco Caracciolo, santo patrono dei cuochi, ha accolto delegazioni della Fic provenienti da tutte le regioni d’Italia, dando ampio spazio durante la mattinata alla formazione e all’importanza dell’aggiornamento nella ristorazione.
«Un aggiornamento che - spiega
Luca Santini, vicepresidente dell’Associazione cuochi delle Marche - non può mai prescindere né dalla formazione, che deve fornire le basi, né dalla tradizione, che deve essere il faro della nostra ristorazione, anche se si può innovare attraverso la ricerca». Non è un caso che la delegazione delle Marche, nel percorso di degustazione che attraversa lo Stivale da nord a sud, proponga il “Mosciolo selvatico di Portonovo”.
La golosa kermesse ha anche segnato un nuovo corso circa la necessità di rappresentare i territori e le loro tipicità, in un’ottica di condivisione e di confronto al tempo stesso, come sostiene
Giancarlo Giancaspro, responsabile dell’area project manager della Fic e delegato dell’Associazione cuochi Puglia: «Questo è il primo evento che organizziamo tutti insieme come Fic per celebrare il nostro patrono, ma anche per confrontaci sulle diverse esperienze e tradizioni gastronomiche. La diversità che caratterizza la cucina italiana da nord a sud è di sicuro il nostro punto di forza anche all’estero, ecco perché è importante recuperare i piatti della tradizione, anche quelli più poveri. Noi come Puglia avremo stasera in degustazione le Orecchiette con le cime di rapa, condite con la mollica di pane fritta, oggi molto gettonata ma un tempo alimento che sopperiva al formaggio».
Convinto sostenitore di eventi di questo genere anche
Carmelo Fabbricatore, tesoriere della Fic e delegato dell’Associazione cuochi Calabria, che ribadisce: «Portiamo avanti le eccellenze dei nostri territori, accompagnate dalla creatività che ci contraddistingue, e dallo stadio che porta ad innovare, a sperimentare. Solo gli ingredienti necessari per fare in modo che la nostra ristorazione sia sempre vincente, riscuota successo e accresca il suo appeal anche sulle tavole di tutto il mondo. Siamo oggi a Villa Santa Maria, in questo istituto alberghiero da cui sono usciti anche grandi chef, oggi presenti nelle ristorazioni di tutto il mondo è dobbiamo rimarcare sempre il valore del talento, accompagnato però dallo studio e della ricerca».