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La poesia di Venezia e la grande cucina
brillano nel restaurato caffè Quadri

La poesia di Venezia e la grande cucina 
brillano nel restaurato caffè Quadri
La poesia di Venezia e la grande cucina brillano nel restaurato caffè Quadri
Pubblicato il 23 febbraio 2018 | 17:55

La famiglia Alajmo ha unito l’arte degli artigiani veneziani al genio di Philippe Starck per valorizzare il restauro del gran caffe Quadri in piazza San Marco. Nato nel XVIII secolo e riconsegnato oggi alla sua magia.

L’importante restauro ha rivelato l’originaria magia del locale nell’atmosfera romantica e lievemente surrealista, immaginata da Philippe Starck. Il tutto realizzato dall’abilità degli artigiani veneziani. «Il restauro nasce sia dalla necessità di un recupero degli stucchi, molto compromessi negli anni, sia dal desiderio di ritrovare quello splendore che attraverso una rilettura in chiave contemporanea lo porti a rappresentare la cucina italiana nel mondo», ha commentato Raffaele Alajmo. «Per questo ci siamo rivolti a Philippe Starck, amico e autore di altri due nostri locali».

(La poesia di Venezia e la grande cucina brillano nel restaurato caffè Quadri)

La conoscenza tra Philippe Starck e i fratelli Alajmo, risale a dieci anni fa, con la creazione di altri due ristoranti, il Caffè Stern nel cuore di Parigi e Amo un caffè elegante e misterioso all’interno del T Fondaco dei Tedeschi a Venezia. «Il concetto del Quadri è semplicemente il Quadri - aggiungono gli Alajmo- era straordinario, ma dormiente. In segno di rispetto, amore e intelligenza, non volevamo cambiare una tale concentrazione di mistero, bellezza, stranezza e poesia. Cercavamo semplicemente le sue meraviglie e abbiamo trovato il paese delle meraviglie».

«Ogni cosa qui è un gioco mentale con la propria piccola magica sinfonia - afferma Philippe Starck - dettagli sorprendenti appaiono in ogni angolo; sulle pareti con i tessuti, nelle luci con i lampadari surrealistici e nella chimerica collezione di tassidermie che abita questo luogo; agli animali giunti qui crescono le ali sul dorso, diventando creature fantastiche come il mitico leone alato di Venezia».

«Questo sogno deriva in parte dalla mia mente, dal mio cuore e dalla mia follia ma avevamo bisogno di mani per renderlo reale e il segreto della straordinaria qualità del Quadri risiede negli artigiani veneziani», ha aggiunto il designer. A capo del progetto, l’architetto ed ex rettore dello Iuav Marino Folin, che ha coordinato le migliori maestranze veneziane chiamate ad intervenire, sotto la supervisione della Soprintendenza di Venezia. «La grande operazione culturale che è stata fatta in questo restauro - dichiara Folin - è stata quella di recuperare il sostrato della produzione artigianale veneziana sopravvissuta alle grandi trasformazioni ottocentesche e novecentesche».

La chiave di lettura alla base dell’intera operazione è data dal fenomeno dell’acqua alta al quale i fratelli Alajmo hanno voluto dedicare un ruolo fondamentale. L’acqua, con il proprio passaggio, lascia un segno, divenendo così protagonista attiva nella vita del locale. Da qui la scelta dell’ottone naturale non verniciato per le gambe dei tavoli, per il bancone della reception all’ingresso e per tutte le parti a contatto con il pavimento del piano terra. Un metallo, che ossidandosi, manifesterà attraverso le differenze di colore i molteplici livelli delle maree che si alterneranno nel corso del tempo.

Al primo piano, dove si trova il Ristorante Quadri, l’influenza di Starck è evidente nei decori e nel recupero dei dettagli architettonici originari. La prima cosa che si nota è il tessuto che riveste le pareti, opera della Tessitura Bevilacqua e ridisegnato da Philippe Starck che ha reinterpretato in chiave contemporanea il più antico disegno dell’atelier veneziano, aggiungendo humor all’idea di tradizione e qualità. I volti dell’epoca sono stati sostituiti da quelli dei fratelli Alajmo in un motivo che si ripete, perdendosi e mimetizzandosi nella grandezza delle pareti. Astronavi e satelliti si confondono e rappresentano i moderni mezzi di trasporto al posto di carrozze e gondole.

Al grande lampadario Rezzonico, in vetro di Murano degli anni ’30, completamente restaurato, è stato affiancato un nuovo lampadario che ne riprende le stesse dimensioni e stile con l’aggiunta di dettagli in vetro colato che creano un effetto surrealista. L’artista dell’opera è Aristide Najean, francese ma veneziano di adozione, dal 1985 a Murano per apprendere l’arte del vetro dai grandi maestri vetrai. I tappeti dipinti che ricoprono i pavimenti al primo piano sono stati disegnati dalla figlia di Starck, Ara che nel dipingerli ha creato un complesso gioco di movimento.

Il Ristorante Quadri rappresenta l’espressione contemporanea della tradizione gastronomica italiana e veneziana. Il pesce, la frutta e la verdura arrivano freschi ogni giorno dal mercato di Rialto in base alla disponibilità stagionale.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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